cronaca

Mattarella: ‘Ripugnante il rifiuto della pace, giovani non rassegnatevi’

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ANSA – È”ripugnante il rifiuto di chi nega la pace perché si sente più forte”, ha detto Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno.

“Il mondo non si salva affilando le spade”, gli ha fatto eco Papa Leone XIV a poche ore di distanza. E’ una riflessione comune sulla pace, sul significato profondo della parola, quella che ha unito, tra la notte di san Silvestro e la messa a San Pietro, il Presidente della Repubblica e il Pontefice.

“L’Italia ripudia la guerra” e lo dice la Costituzione ha scritto il Capo dello Stato in un messaggio al Papa con il quale il dialogo sembra essere sempre più stretto e la sintonia più profonda. “Serve la legge della ragione e della giustizia, non quella del più forte”, ha aggiunto approfondendo il ragionamento già aperto nel messaggio di fine anno. Se la richiesta di pace sembra dominare nelle prime ore di questo 2026, tanto altro c’è stato nella consueta apparizione del Presidente sugli schermi delle famiglie italiane. In 15 minuti di discorso, Mattarella ha alimentato la festa laica del Capodanno aggiungendo a cenone e spumante una ragionata dose di spunti di riflessione. Soprattutto per i più giovani che sono il futuro della Repubblica. Proprio da questa parola è partito il Capo dello Stato, chiamando gli italiani a sfogliare con lui una sorta di “album immaginario” per togliere un po’ di polvere dalla memoria collettiva. Attraverso delle istantanee che hanno ripercorso gli 80 anni della Repubblica, che arrivano a cifra tonda proprio il 2 giugno del 2026. Nel 1946 gli italiani scelsero la Repubblica e la scelsero grazie al voto delle donne, che da allora iniziarono un cammino verso i pieni diritti. “Ancora da compiere”, ha sottolineato Mattarella, lasciando capire che c’è tanto da fare. Il Capo dello Stato ha invitato i cittadini a seguirlo nel rapido tuffo in un passato che ha reso piano piano l’Italia “un Paese di successo”. Si tratta di un “mosaico” faticosamente composto, che ha la prima tessera nei padri costituenti il cui atteggiamento dovrebbe essere preso ad esempio anche oggi: la mattina litigavano per il governo e il pomeriggio sapevano trovare compromessi per il bene del Paese. Rifuggendo – spiega citando Papa Leone XIV – da “violenti scontri verbali e da accuse reciproche” per dare tutti insieme una Costituzione all’Italia.

Quasi 11 milioni di cittadini hanno ascoltato le parole di Mattarella in televisione, e tanti altri sul web.

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