Pistoia – L’ispirazione di Athos Frosini, il ginnasta pompiere che dedicò la vita allo sport e agli altri
È stato un fine e un inizio d’anno segnati dai lutti, purtroppo. La scomparsa però di Athos Frosini, figura di riferimento per lo sport pistoiese e non solo, spentosi all’età di 94 anni nella mattinata del 31 dicembre 2025, merita un approfondimento storico. Nato nel 1931, Frosini ha attraversato la seconda metà del Novecento mettendo la sua vita al servizio della comunità e allo sport, incarnando i valori che da sempre contraddistinguono la ginnastica: disciplina, altruismo e passione. La sua esperienza agonistica ebbe inizio subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando, tra il 1947 e il 1962, ottenne importanti riconoscimenti in pedana. Successivamente, una volta appesi i paracalli al fatidico chiodo, si dedicò alla Ferrucci Libertas di Pistoia, società nella quale è stato prima atleta, poi allenatore e dirigente, accompagnando sui grandi attrezzi generazioni di ragazzi con dedizione e competenza.
Parallelamente alla sua attività sportiva Athos ha sempre svolto con orgoglio il ruolo di vigile del fuoco, entrando in servizio negli anni Cinquanta e distinguendosi come capoturno stimato e rispettato. Un “insuperabile capoturno”, una persona verso la quale in diversi hanno provato gratitudine profonda, al punto, alcuni, da dovergli persino la vita. Innumerevoli gli interventi e gli atti di coraggio che lo hanno visto protagonista, tra cui i soccorsi sulla neve in provincia di Chieti nel 1954, che gli valsero un encomio per “spirito di abnegazione”, e il salvataggio di Paolino, un uomo caduto in un pozzo, in via Sestini in zona Sei Arcole, nel 1981. Un episodio che è rimasto scolpito nel cuore di chi lo ha conosciuto risale al 1966: una fitta nevicata aveva isolato la frazione di Lentula e una neonata rischiava di rimanere senza latte materno. Marzia ha qualche mese di vita e i genitori non riescono a raggiungere le botteghe per nutrirla. Il suo angelo custode sarà un uomo in divisa. Il ginnasta pompiere, infatti, mise gli sci e, con uno zaino carico di latte artificiale, percorse per due ore la neve in modo da raggiungere la casa della piccola e portarle il necessario per nutrirla, gesto di grande umanità che racconta il suo profondo senso di servizio verso gli altri.

