cronacaInternazionalePolitics

La strage dei ragazzi in Iran: chi erano Rubina, Akram, Amir e gli altri giovani uccisi. Le famiglie: «Per i corpi ci chiedono cifre enormi»

Spread the love

Li schedano per non perderne le tracce. Verificano nomi, cognomi, età, storie per non rischiare che rimangano solo numeri di una cifra che di ora in ora cresce. Sono i morti iraniani. Gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze, uccisi dalle Guardie rivoluzionarie di Ali Khamenei. Colpiti alla fronte, alle spalle, al cuore. «Facciamo questo lavoro di raccolta per ricordare al mondo che erano persone come noi, che erano in strada a protestare per chiedere una vita normale. Volevano diritti che noi diamo per scontati», ci dice Mahmood Amiry-Moghaddam di Iran Human Rights, che con altre ong sta cercando di identificare le vittime del massacro iraniano. «In risposta — continua — si sono trovati davanti a guardie armate che li hanno uccisi per mantenere in vita il regime».

A oggi, i morti identificati sono 648. Ma Moghaddam ritiene credibili i numeri che arrivano da dentro il Paese: «Saranno migliaia». Da cinque giorni il blackout di Internet e delle comunicazioni rende impossibile comprendere la portata di quello che sta succedendo nelle città iraniane.

https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/iran-strage-ragazzi-chi-erano-ceaa9617-849e-406e-87a4-6d1d59c3exlk.shtml?refresh_ce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *