Il Longevity Risk: Speranze, Insidie e Soluzioni
GIORGIO G. BOTTARI
L’Italia si conferma un paese sempre più longevo e anziano. Il numero di persone con più di 65 anni è oggi il 25% della popolazione, e diventerà il 35% nel 2050.
Nel 2018 lo storico sorpasso in Italia: per la prima volta gli over 60 hanno superato gli under 30. La longevità è un’opportunità ma anche un problema demografico e pensionistico, a causa della dipendenza degli anziani sulla popolazione attiva. Possiamo vivere più a lungo, ma quanti anni vivremo in salute?
Riguardo al rischio di non autosufficienza si pensi che secondo i dati diffusi da ISTAT, Ministero dell’Economia, OCSE e Sole 24 Ore, le persone non autosufficienti in Italia sono quasi 3,5 milioni, per l’80% persone anziane, e di queste 1,6 con una non autosufficienza così grave da essere in “stato di confinamento”. Si stima che oltre il 10% delle famiglie abbia almeno una persona con problemi di disabilità, con primarie cause di non autosufficienza l’Ictus e l’Alzheimer. Sempre secondo queste fonti la crescita prevista in soli 40 anni delle persone non autosufficienti in Italia e dell’80%, con un passaggio dai 2,6 milioni del 2005 ai 4,9 milioni nel 2050.
La non autosufficienza è definita come l’incapacità dell’individuo di svolgere autonomamente le principali attività quotidiane (lavarsi, alimentarsi, vestirsi e svestirsi, mobilità, continenza) e necessità di assistenza.
Il nostro sistema di stato sociale offre pochissime risorse per la non autosufficienza: c’è l’assegno di accompagnamento per invalidi (€ 568 mensili), l’eventuale supporto parziale per il ricovero in una RSA, e, nei pochi comuni in cui funziona con standard accettabili, l’assistenza domiciliare integrata (ADI).
Chi non può sostenere il costo di personale di assistenza (circa il 40% in Italia), assiste direttamente familiari non autosufficienti, e, a costo di gravissimi sacrifici personali, lavorativi, familiari e psicologici; il 75% di queste sono donne. Altrimenti si ricorre a badanti (uno su tre senza contratti regolari) o a Residenze Sanitarie Assistite – RSA (per il 70% private e a pagamento).
Le assicurazioni possono svolgere un utile ruolo economico, sociale e di responsabilità verso le famiglie, attraverso una pianificazione assicurativa che possa prevedere Cure e Assistenza di Lunga Durata (Long Term Care – LTC). La tipica polizza LTC eroga una rendita periodica (spesso abbinata all’erogazione di un capitale utile per le spese di prima necessità) a sostegno dell’assicurato che versi in una situazione di “non autosufficienza”.
Le polizze LTC non sono particolarmente onerose a patto che la copertura non venga acquistata in età avanzata, quando il rischio di non autosufficienza è maggiore. L’effetto leva di queste assicurazioni è davvero formidabile, con erogazione di somme ingenti per tutto il periodo di non autosufficienza, che non sarebbero disponibili con nessun altro tipo di polizza “ad accumulo”.
Questa copertura rappresenta un investimento che ci può garantire la certezza di assistenza e un futuro di vita sereno sapendo che in caso di bisogno la polizza provvederà.

