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I numeri del Pacchetto sicurezza: la paura in percentuale

Gli “instant poll” che hanno velocemente iniziato a circolare vengono rilanciati come fossero evidenze empiriche solide. Ma non è così. Non si tratta di negare l’esistenza di problemi reali nelle scuole o di minimizzare episodi gravi: si tratta di evitare che l’emotività sostituisca l’analisi.

Nel dibattito che accompagna il nuovo “Pacchetto sicurezza” che il governo si appresta a portare in Parlamento a fare da sfondo alle misure annunciate, metal detector, controlli rafforzati, sorveglianza, c’è un coro di numeri che pretendono di parlare a nome dei cittadini, degli studenti, dei giovani. Percentuali precise, titoli efficaci e conclusioni nette. Peccato che, molto spesso, dell’origine di questi numeri non si sappia quasi nulla. I cosiddetti instant poll che hanno velocemente iniziato a circolare in questi giorni vengono rilanciati da diverse agenzie di stampa e quotidiani nazionali come se fossero evidenze empiriche solide. Ma basta scavare appena sotto la superficie per scoprire che non c’è nessuna scheda metodologica pubblica, i campioni sono indefiniti, i periodi di rilevazione vaghi e domande poste ai campioni, non meglio identificati, non sono dichiarate. Non si tratta di sondaggi nel senso proprio del termine, ma di rilevazioni opache che presto si trasformano in propaganda politica.

https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/i-numeri-del-pacchetto-sicurezza-la-paura-in-percentuale_103591

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