India-Ue, oggi la chiusura dell’accordo: i dazi sulle nostre auto dal 110 al 10%
Per l’Unione europea gli accordi di libero scambio ora più che mai stanno superando la semplice dimensione commerciale per allargarsi a quella geopolitica. L’incertezza della relazione con gli Stati Uniti di Donald Trump, come dimostrano i nuovi dazi minacciati la scorsa settimana e poi ritirati da Washington, spinge l’Ue a diversificare i propri mercati per ridurre il più possibile le dipendenze e per rafforzare le partnership anche nel settore della difesa. Non fa eccezione l’accordo «storico» di libero scambio con l’India che sarà concluso questa mattina a New Delhi dopo vent’anni di negoziati.
«Europa e India sono le più grandi democrazie del mondo, impegnate a lavorare insieme per dare forma a un nuovo ordine globale», ha scritto ieri su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha partecipato con il presidente del Consiglio europeo António Costa, ospiti d’onore, alla Giornata della Repubblica indiana, la prima volta per l’Ue. «È per questo che siamo qui — ha proseguito —: per portare la nostra partnership a nuovi livelli». Al suo arrivo a New Delhi, domenica scorsa, von der Leyen aveva spiegato che «l’importanza economica dell’accordo di libero scambio non può essere sottovalutata. L’Ue otterrà il massimo livello di accesso mai concesso a un partner commerciale nel mercato indiano, tradizionalmente protetto. Otterremo un vantaggio competitivo significativo in settori industriali e agricoli chiave».
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