La Cei entra nel referendum. ‘Serve l’autonomia dei giudici’
I vescovi entrano nel controverso dibattito sulla riforma della Giustizia, con il cardinale Matteo Zuppi.
Nel suo invito a votare per il referendum del prossimo marzo, il presidente della Cei si espone di fronte a una platea variegata e lancia la sua riflessione, introducendo i lavori del Consiglio episcopale: “C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare. Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti”.
Dunque per Zuppi “la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Csm sono temi che, come pastori e come comunità ecclesiale, non devono lasciare indifferenti”, prosegue il cardinale invitando “tutti ad andare a votare”.
L’esortazione è anche ad essere “informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco per il presente e per il futuro della nostra società, senza lasciarsi irretire da logiche parziali”. Intanto, sul fronte della battaglia tra comitati, dalle prossime ore è pronta a ripartire la partita al Tar del Lazio, dove i giudici ascolteranno le ragioni avanzate da quindici cittadini – attraverso un’iniziativa popolare con la raccolta di 500mila firme – sulla richiesta di sospensiva del provvedimento che ha indetto il referendum per il 22 marzo.

