I numeri del mondo gridano, ma i cuori non rispondono
MASSIMO MARZI
In questo nostro pianeta cresce e dilaga l’odio; la vendetta e le rappresaglie coinvolgono gli innocenti, i bambini urlano di disperazione, assediati e terrorizzati dalla morte incombente…assistiamo ogni giorno alla spettacolarizzazione mediatica del dolore.
Attualmente il mondo conta 195 Stati sovrani con ben 92 Paesi coinvolti direttamente o indirettamente in 56 conflitti armati.
Il giornalismo sensazionalistico racconta il peggio e dimentica il meglio, viene data rilevanza al male piuttosto che al bene, crescono le disparità mentre mancano equità e solidarietà.
Circa 2.600 miliardari possiedono più ricchezza di 4 miliardi di persone messe insieme.
I dieci uomini più ricchi hanno insieme capitali superiori a 2.100 miliardi di dollari.
D’altra parte il mondo consumistico conta più di 1 miliardo di persone obese; 2,3 miliardi di persone sovralimentate e più di 300 milioni di persone facenti abuso di farmaci, non a scopo terapeutico.
Nel 2024 ci sono state 673 milioni di persone che hanno sofferto la fame, 700 milioni in povertà estrema; 2 miliardi i malati che non hanno avuto accesso a cure mediche.
Molto si potrebbe fare, ma gli egoismi strozzano l’umanità.
Con un solo miliardo di dollari si potrebbero ad esempio: nutrire 5 milioni di persone per un anno, curare 100 milioni di malati, istruire 10 milioni di giovani, vaccinare 200 milioni di bambini, costruire centinaia di scuole e cliniche.
Anziché occuparsi dei più deboli, si sono spesi 2.700 miliardi per le guerre nel 2024, ma meno di 100 miliardi per la salute pubblica di base.
Sono più di 12.000 le bombe atomiche pronte a cancellare totalmente la vita sul pianeta: l’umanità ha perso ogni nobiltà, ha smarrito valori, il buonsenso è crollato, la potenza nucleare è nelle mani degli incoscienti. Basterebbero 500–600 testate nucleari per causare l’estinzione della specie umana.
Serve una rivoluzione mediatica positiva, è indispensabile un benegiornalismo, capace di raccontare storie di pace, esempi di altruismo, di meriti, di civiltà, espressioni dell’amore in tutte le sue molteplici forme.
Abbiamo creato un format che onora questi principi: si chiama IL BENEGIORNALE e ci stiamo impegnando per promuoverlo e diffonderlo con tanto impegno e determinazione, vogliamo contribuire alla costruzione di un futuro migliore.
Il mondo cresce ogni anno di 50 milioni di unità tutte degne di essere accolte fraternamente. Nel 2000 eravamo 6.144.000.000, oggi nel 2025 siamo 8.241.000.000…le proiezioni statistiche per il 2050 prevedono 9.664.000.000. Il futuro è nelle nostre mani, ognuno deve fare la sua parte.
Non possiamo restare spettatori passivi o limitarci alla semplice indignazione, È tempo di agire, di schierarci, di diventare Volontari del Bene comune.
Il BeneGiornale non è utopia: è necessità. È il contrappeso morale a un mondo che sembra orientato al peggio. È il megafono delle coscienze risvegliate. È il diario della speranza.

