Pensioni future: torna lo spettro degli esodati dal 2027
L’aumento dei requisiti legati alle aspettative di vita rischia di creare una nuova platea di esodati: 55mila lavoratori con accordi di fuoriuscita dal lavoro a rischio.
L’emergenza non è paragonabile al caso esodati dopo la riforma Fornero, ma l’adeguamento alle aspettative di vita previsto dalla Legge di Stabilità 2026 rischia di lasciare per mesi senza stipendio né pensione circa 55mila lavoratori. L’allarme lanciato dalla CGIL riguarda gli accordi di incentivo all’esodo basati su ipotesi di assenza di scatti fino al 2029.
La manovra 2026 prevede che l’età pensionabile salga di un mese dal 2027 e che incameri un secondo scalino nel 2028. Le ultime proiezioni indicano poi ulteriori due mesi nel 2029. «Se il Governo non interverrà – ha spiegato il responsabile della CGIL, Ezio Cigna – oltre 23mila lavoratori in isopensione, circa 4mila con contratto di espansione e altri 28mila usciti tramite i Fondi di solidarietà bilaterali rischiano di trovarsi con periodi di vuoto previdenziale senza assegno, senza contributi e senza alcuna tutela».

Fino a 4 mesi senza stipendio né pensione
Un nuovo rischio esodati, insomma, seppur con caratteristiche diverse rispetto al passato. Nel 2012 l’innalzamento dei requisiti per andare in pensione determinato dalla Riforma Fornero lasciò una vasta platea di lavoratori senza stipendio e senza pensione per diversi anni. Ora si parla invece di una “scopertura” pari a un mese nel 2027, due mesi (stimati) nel 2028 e fino a quattro mesi dal 2029.
Un fenomeno quindi meno grave, ma comunque c’è una platea particolarmente ampia (in tutto 55mila lavoratori), che corrono un rischio concreto «pur a fronte di un’uscita dal lavoro pianificata e concordata nel pieno rispetto delle regole vigenti al momento della sottoscrizione degli accordi».
Va detto che in corso c’è un dibattito parlamentare sull’ipotesi di apportare modifiche rispetto a quanto previsto dalla Legge di Stabilità. Ma al momento la legge è in vigore e il rischio esodati esiste. La Cgil chiede quindi «un intervento immediato di tutela e un rafforzamento degli strumenti di accompagnamento alla pensione».

