L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA
Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un’altra nazione.
È anche normale che non tutti e tutte continuino sulla strada iniziata: a volte si scopre che, dopo tutto, non era quella la carriera o l’impiego ideale.
Inoltre, se si guarda alla popolazione totale dei ricercatori, bisogna considerare chi arriva all’età della pensione e lascia libere posizioni che vanno poi riempite secondo i meccanismi del turnover adottati. In una situazione ideale, il numero di coloro che escono dovrebbe essere almeno rimpiazzato da quelli che vengono assunti, vuoi con posizioni permanenti, vuoi con contratti a tempo determinato. Un modus operandi profondamente scosso dalla presidenza Trump che, evidentemente, ritiene che la ricerca scientifica non sia una priorità.
La scure del famigerato DOGE, che avrebbe dovuto snellire l’apparato federale per portare a notevoli risparmi grazie alla riduzione del personale, ha causato danni macroscopici senza portare ai risultati promessi. Una capillare politica del terrore, basata sulla cancellazione dei contratti già in essere (che servivano a pagare gli stipendi del personale con contratti a tempo determinato) e sull’insistente offerta di scivoli verso la pensione (con la velata minaccia di possibili licenziamenti), ha causato una diminuzione nel numero dei dottori di ricerca tra il personale delle varie agenzie federali americane.
Il fatto che il DOGE sia scomparso senza lasciare rimpianti e che i tagli draconiani ai finanziamenti delle agenzia di ricerca USA siano stati annullati dal Congresso non offre rimedio a una situazione che è stata svelata in tutta la sua drammaticità in uno studio condotto dalla rivista Science. Quest’ultimo ha esaminato il numero dei dottori di ricerca (il personale più qualificato di ogni agenzia di ricerca) che hanno lasciato un determinato ente paragonandolo con quelli che sono entrati confrontando i numeri del 2024 (l’ultimo anno di normalità) e del 2025 (il primo anno della presidenza Trump).
Nell’infografica di Science le partenze sono in rosso e gli arrivi in azzurro. Per i dati del 2024 sono stati usati i colori più tenui per quelli del 2025 quelli più scuri.

