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ONU condanna la registrazione delle proprietà in Cisgiordania, ultimatum di Israele su disarmo Hamas

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Nonostante la tregua che vige nella Striscia, decine di palestinesi sono state uccise nelle ultime 48 ore in raid israeliani. I morti da ottobre, dall’entrata in vigore del piano di pace, sono oltre 600 (e 72mila dall’ottobre 2023).

Le Nazioni Unite hanno condannato fermamente la decisione del governo di Israele di introdurre un obbligo di registrazione delle proprietà in Cisgiordania, un escamotage secondo i critici per espropriare i palestinesi e mettere in atto un’annessione del facto di ampie parti del territorio occupato.

“Condanno la decisione del governo israeliano”, ha scritto lunedì su X il segretario generale dell’Onu, António Guterres, “potrebbe portare all’espropriazione dei palestinesi delle loro proprietà e rischia di ampliare il controllo illegale di Israele sui terreni della zona.

Guterres ha chiesto “a Israele di revocare tali misure e a tutti di preservare l’unica via verso una pace duratura, ovvero una soluzione negoziata basata su due Stati, in linea con il diritto internazionale”.

Il Qatar, uno dei maggiori intermediari della regione con Hamas, ha definito la registrazione di terreni in Cisgiordania, che era stata interrotta nel 1967 dopo l’occupazione di Israele, “un’estensione dei suoi piani illegali per privare il popolo palestinese dei propri diritti”.

Se non viene provata la proprietà privata (e molti palestinesi essendo rifugiati non hanno titoli o i documenti sono in archivi di entità di governo precedenti al ’67), la procedura prevede infatti che il controllo passi allo Stato di Israele.

“Da Israele annessione de facto della Cisgiordania. Onu e Usa intervengano”, ha fatto appello Mahmoud Abbas, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, che governa parte del territorio occupato sulla base degli accordi di Oslo.

Il governo Netanyahu ha lanciato lunedì un nuovo ultimatum dando a Hamas 60 giorni per disarmarsi (incluse le armi leggere che il movimento vorrebbe tenere per ragioni di polizia), una delle condizioni previste dal piano Trump per il futuro di Gaza, a partire da giovedì giorno in cui si terrà a Washington anche la prima riunione del Consiglio di Pace guidata dal presidente degli Stati Uniti.

T. EURONEWS.COM

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