RESCEU CBRN-DSIM-IT: ‘Itlia in prima linea nella rispodta europea alle emergenze NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico). Presentati a Veronai nuoovi mezzi e le attrezzature ad alta tecnologia
VIGILI DEL FUOCO
PRESENTE IL SOTTOSEGRETARIO ALL’INTERNO PRISCO E IL CAPO DEL CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO MANNINO
A fine 2023 era stato avviato il progetto italiano rescEU CBRN-DSIM-IT, in risposta a una doppia chiamata indirizzata ai Paesi membri dell’Unione da parte della DG ECHO (Direttorato per la Protezione Civile Europea e per l’Aiuto Umanitario). Tra i primi Paesi a rispondere vi è stata proprio l’Italia, con una nuova capacità tecnologica messa a disposizione dell’Unione Europea per la gestione di emergenze NBCR (Nucleari, Biologiche, Chimiche, Radiologiche).
Alla presentazione oggi a Verona, in zona fiera, dei nuovi veicoli e delle attrezzature ad alta tecnologia, hanno partecipato il sottosegretario all’Interno on. Emanuele Prisco, il Capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Ing. Eros Mannino, il Direttore Interregionale di Veneto e Trentino Alto Adige, Ing. Cristina D’Angelo, il Direttore Regionale della Lombardia Ing. Fabrizio Piccinini, comandante di Verona, Ing. Giuseppe Lomoro e il comandante di Milano, Ing. Edoardo Cavalieri D’Oro, il Direttore Protezione Civile Veneto Tommaso Settin, il rappresentante del sindaco, consigliere comunale di Verona, Lorenzo Didonè e il coordinatore del team dell’ENEA Luigi De Dominicis.
Finanziato con 26,6 milioni di euro nell’ambito dello strumento rescEU e approvato dalla Commissione Europea con il massimo punteggio, il progetto prevede la realizzazione di una flotta di 11 veicoli speciali ad alta tecnologia: laboratori mobili biologici e chimici, un veicolo di Detection, Sampling and Monitoring (DSM), campo base logistico e sistemi avanzati di telecomunicazione e comando.
La flotta integra droni, robot terrestri, un cane robot CBRN, sistemi di detection di ultima generazione e una sala regia mobile in grado di elaborare scenari NBCR anche in 3D in tempo reale. I laboratori, progettati con standard di sicurezza paragonabili a quelli fissi, sono costruiti in alluminio per garantire trasportabilità anche via aerea.
Come per gli incendi boschivi, anche la risposta a emergenze NBCR – ad esempio un incidente in un’azienda come Seveso – pur essendo eventi rari e imprevedibili, è estremamente complessa nella gestione. Si tratta di scenari che richiedono risorse tecnologiche avanzate e competenze altamente specialistiche, non sempre disponibili in tutti i Paesi membri.
Il progetto è coordinato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con il supporto di partner quali ENEA, Istituto Superiore di Sanità, Ospedale Luigi Sacco, oltre a enti pubblici e privati specializzati nel settore.
È prevista inoltre una base di training a Milano e un programma formativo dedicato a circa 100 operatori, con procedure che consentiranno la partenza entro 12 ore dalla richiesta della Commissione Europea.
Una capacità strategica, innovativa e interamente disegnata dal Corpo (“CNVVF design”), pronta a operare in Europa e nel mondo a tutela di cittadini, ambiente e infrastrutture.





