Nessuno si salva da solo.
EDGARDA BRIGLIADORI
Prendiamo in prestito il titolo del dramma sentimentale tratto dal celebre romanzo dMargaret Mazzantini, applicandolo al contesto lavorativo, per evidenziare come la
complessità delle sfide professionali attuali renda indispensabile superare l’individualismo in
favore di un approccio collaborativo, multidisciplinare e di rete. Questa filosofia non è solo
una strategia organizzativa, ma un fattore chiave per la sostenibilità del benessere
lavorativo e sociale.
Focalizziamoci quindi sul parallelismo tra l’ecosistema del benessere e il networking
professionale: nel mondo degli affari, siamo abituati a pensare che il successo sia il risultato
di una specializzazione estrema, stile “mors tua vita mea”, infelice modello che può portare
spesso alla famosa “solitudine del leader”. Una definizione subdola, integrata in diversi
contesti che- come altri tentativi manipolatori- comporta una percezione distorta di
successo, percezione che non ha nulla a che vedere con la sostenibilità e l’equilibrio.
Lavorare in rete significa abbattere i muri tra discipline diverse, la multidisciplinarietà
permette di affrontare problemi complessi unendo competenze tecniche, umanistiche,
professionali diverse. La salvezza, intesa come pace interiore e benessere, nasce nello spazio
tra noi e l’altro, in una zona relazionale di testimonianza reciproca.
In un mercato complesso, il “genio solitario” è un mito superato. Lavorare in rete significa
capire che il proprio valore è moltiplicato dalle connessioni. La rete attutisce i colpi, se un
nodo si allenta, gli altri sostengono il sistema.

