Trasparenza retributiva: quando lo stipendio smette di essere un segreto
GIUSEPPE ROTUNDO
Per anni in azienda lo stipendio è stato trattato come un fatto privato, quasi imbarazzante: “non se ne parla”. Dal 7 giugno 2026, con il recepimento della direttiva europea 2023/970, questo silenzio diventa un tema organizzativo, non una norma di buon costume.
L’obiettivo della direttiva è chiaro: ridurre la discriminazione retributiva e contribuire a chiudere ilgender pay gap, spostando la discussione dai sussurri in corridoio a regole misurabili. La novità più dirompente è il diritto all’informazione: lavoratrici e lavoratori potranno chiedere dati sulla retribuzione media (anche variabile) di chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, con dettaglio per genere. Se emergono scostamenti non spiegabili con criteri oggettivi, non sarà il dipendente a dover “dimostrare tutto”: si rafforza l’onere dell’azienda nel giustificare le differenze e nel correggerle. E se il divario supera il 5% e resta ingiustificato, scattano misure correttive e una valutazione congiunta delle retribuzioni. La trasparenza entra anche nelle attività di recruiting: ai candidati dovrà essere comunicata la fascia retributiva del ruolo e viene limitata la pratica di usare lo “stipendio precedente” come leva negoziale.
È un cambio culturale: il mercato del lavoro non è più un gioco di poker dove vince chi “bluffa” meglio, ma un processo che richiede coerenza tra ruoli, competenze e politica retributiva. Per le imprese, la sfida vera non è “pubblicare numeri”, ma costruire un sistema: job architecture chiara, criteri di inquadramento, metriche di performance, gestione dell’equità interna. Inoltre, oltre certe soglie dimensionali, arrivano obblighi di reporting sul divario retributivo. Chi si muove ora non lo fa per paura delle sanzioni: lo fa per attrarre talenti, ridurre conflitti e trasformare la retribuzione in uno strumento di fiducia. E conviene partire subito. Perché attrarre e mantenere persone, per le aziende, resta sempre la sfida più importante per non perdere competitività.
Giuseppe Rotundo Consulente direzionale per info. Tel.+39 348 891 4517

