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Lago Albano, allarme rosso: via libera ai prelievi fino al 2027

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Un biennio di ulteriori prelievi in un contesto di grave sofferenza idrica. La decisione dell’ente metropolitano di estendere le autorizzazioni per la captazione delle acque fino al 2027 ha riacceso l’allarme sul futuro del Lago Albano. Mentre la scelta viene motivata burocraticamente con la necessità di avviare una fase di “studi e monitoraggi”, i dati ambientali raccontano un’emergenza che non sembra concedere altro tempo.Il quadro è critico: negli ultimi due anni il livello idrometrico è sceso di ben 126 centimetri, portando il bacino ai minimi storici. Un’emorragia che aveva spinto le amministrazioni locali a chiedere lo stop immediato delle attività di estrazione per tutelare un ecosistema al collasso. La risposta istituzionale, invece, rimanda la tutela a 24 mesi di scambi dati, una tempistica che il territorio giudica incompatibile con l’urgenza attuale.Sullo sfondo resta l’ombra delle scelte industriali. Il timore diffuso tra le comunità è che il mantenimento dei “rubinetti aperti”, nonostante la crisi evidente, sia funzionale a garantire il fabbisogno idrico per future grandi infrastrutture di smaltimento previste nell’area. Il rischio concreto è che, nell’attesa dei tempi tecnici e delle verifiche, il lago venga irreversibilmente compromesso, sacrificato sull’altare di logiche gestionali che sembrano ignorare il grido d’aiuto della natura.

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