L’Intelligenza Artificiale e il futuro della musica. Intervista a Isidoro García
SARA NAVARRO LALANDA

L’applicazione dell’IA nel settore musicale sta ridefinendo i parametri della composizione. Per analizzare questo cambiamento, parliamo con Isidoro García, docente all’Università dell’Estremadura, specializzato nei rapporti tra linguaggi e algoritmi.
Professor García, l’IA è ormai uno strumento diffuso negli studi di produzione. Ci troviamo di fronte al superamento del compositore umano o all’introduzione di una nuova risorsa tecnica?
Non parlerei di superamento, ma di evoluzione strumentale. Oggi l’IA opera come un’estensione delle capacità analitiche e combinatorie umane. Elabora vasti database sonori e suggerisce progressioni armoniche in tempi ridotti. Tuttavia, l’intenzionalità comunicativa, che organizza i suoni per trasmettere un significato culturale o emotivo, resta una prerogativa umana.
Proprio perché l’IA si basa su enormi archivi del passato per generare brani, emergono interrogativi sul diritto d’autore. Come cambia il concetto di autorialità?
Questo è il nodo giuridico e concettuale più urgente. Stiamo transitando verso un modello in cui l’umano assume un ruolo da curatore. Le reti neurali sono addestrate su milioni di opere preesistenti, sollevando problemi di copyright irrisolti dalle legislazioni internazionali. Il legislatore dovrà trovare un equilibrio normativo che tuteli i detentori dei diritti originali senza bloccare lo sviluppo tecnologico della filiera.
Di fronte a questa rapida evoluzione tecnologica e normativa, in che modo si adatta la formazione musicale accademica per preparare i professionisti di domani?
Il mondo accademico risponde con una necessaria fase di studio. Nelle università emerge l’esigenza di inserire l’alfabetizzazione algoritmica nei piani di studio. Il professionista dovrà affiancare alle competenze tradizionali la capacità di dialogare con il machine learning, gestendone input e output. Escludere queste tecnologie disconnetterebbe gli studenti dal mercato contemporaneo.
Considerando l’importanza di aggiornare i programmi di studio, quali sono i suoi progetti futuri in questo ambito di ricerca?
Coordino un progetto all’Università dell’Estremadura sull’uso dell’IA per la didattica musicale. Vogliamo studiare come i futuri insegnanti si preparano a gestire questa tecnologia: se la percepiscono come un ostacolo alla creatività o come un’opportunità per personalizzare l’apprendimento e sviluppare nuove metodologie nelle aule del futuro.

