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Smart working: dal 7 aprile 2026 scatta l’arresto se manca l’informativa sui rischi

La Legge PMI 2026 rafforza l’obbligo di informativa annuale, richiamandolo nel Testo unico sicurezza. Rischio arresto fino a 4 mesi

Dal 7 aprile 2026 entrano in vigore le nuove disposizioni della Legge 11 marzo 2026, n. 34 (cosiddetta Legge annuale per le PMI), che modificano in modo significativo gli obblighi di sicurezza a carico dei datori di lavoro nei confronti dei lavoratori in smart working

La novità principale non consiste nell’obbligo di informativa annuale in sé, già previsto dall’articolo 22 della legge n. 81/2017, ma nel suo inserimento nel d.lgs. n. 81/2008 con espresso richiamo al relativo apparato sanzionatorio.

L’articolo 11 della Legge n. 34/2026 inserisce il nuovo comma 7-bis nell’articolo 3 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro). La disposizione riguarda tutte le prestazioni lavorative svolte in ambienti che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, come accade tipicamente nel lavoro agile.

In sostanza, la norma stabilisce che l’adempimento degli obblighi di sicurezza, per quanto compatibile con la modalità di lavoro agile, è assicurato dal datore di lavoro attraverso la consegna di un’informativa scritta sui rischi connessi alla prestazione svolta fuori dall’azienda. Tale documento deve essere consegnato con cadenza almeno annuale sia al lavoratore sia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

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