Per un futuro sereno, con fondi pensione e piani di accumulo
GIORGIO G. BOTTARI
Abbiamo accennato nel precedente numero de IL FARO della possibilità per i lavoratori dipendenti di destinare il proprio TFR al fondo pensione con tassazione sulle plusvalenze agevolata
(inizialmente pari al 15%, decresce fino al 9% all’aumentare degli anni di adesione). Questi
investimenti, destinati a scopo previdenziale, sono vincolati in massima parte fino all’età
pensionabile, e fino ad allora l’interesse composto potrà “lavorare” senza ritirare il capitale.
Sicuramente il più grande vantaggio del fondo pensione è il risparmio fiscale, che può anche
superare annualmente i 2.000 euro a seconda della propria retribuzione annua lorda (RAL).
Questo lo si può considerare alla stregua di un grosso dividendo (da reinvestire o utilizzare in altro
modo) che nel caso di 2000 € circa su 5.300 € investiti (il massimo deducibile come da ultima legge
di bilancio), equivale ad circa il 38% da reinvestire per ottenere nuovi rendimenti.
Dove investire questo risparmio fiscale per ottenere il massimo vantaggio? I piani di accumulo
capitale (PAC) possono rappresentare un’alternativa flessibile per disporre del capitale nel breve
termine, in modo sereno ed equilibrato contando sulla complementarietà delle due soluzioni.
Giorgio G. Bottari

