Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale
GIORGIO BOTTARI
L’Aula del Senato ha ospitato il 9 maggio la celebrazione del Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, in occasione del 48esimo anniversario del ritrovamento del corpo di Aldo Moro e dell’omicidio di Peppino Impastato.
La cerimonia, presieduta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata aperta dall’esecuzione dell’Inno nazionale da parte del coro degli studenti del Liceo “Alessandro Manzoni” di Latina, seguita dall’introduzione di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, che ha ricordato numerose vittime del terrorismo come Walter Tobagi, Francesco Coco e Vittorio Occorsio.
Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha sottolineato il rispetto dovuto a queste vite spezzate per il loro impegno civile, evidenziando il pericolo sempre presente del terrorismo e dell’odio diffuso, soprattutto tramite internet. Egli ha evidenziato la capacità dell’Italia di rimanere unita contro tali minacce, auspicando un futuro senza violenza e rispettoso della persona. Allo stesso modo, il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana ha ricordato la ferocia cieca del terrorismo e l’importanza di mantenere viva la memoria delle vittime per difendere democrazia, libertà, pluralismo e rispetto reciproco.
Durante la cerimonia si sono succedute diverse testimonianze dirette dei familiari delle vittime, che hanno ripercorso momenti drammatici legati a gruppi terroristici come Ordine Nuovo, Brigate Rosse, Banda della Uno Bianca e il terrorismo islamista, citando in particolare la strage di Dacca del 2016 con nove vittime italiane. Susanna Occorsio ha ricordato l’uccisione di suo padre nel 1976, denunciando le trame oscure e la complicità di apparati deviati dello Stato,
Poi Massimo Coco ha raccontato la dolorosa perdita del padre Francesco, Procuratore Generale della Corte d’Appello di Genova, e della sua scorta nel 1976, ed il suo grande impegno verso i terroristi di Ordine Nuovo. Nel suo intervento ha lamentato l’indifferenza verso i familiari e sottolineato il valore della ricerca della verità e della giustizia. Le successive testimonianze hanno ribadito il sacrificio e il coraggio delle vittime e delle loro famiglie. Gina Dinnella ha ricordato lo zio Giovanni Saponara, agente di sicurezza ucciso nel servizio nella stessa occasione, evocando la memoria perpetuata nelle nuove generazioni. Massimo Deiana, figlio di un carabiniere vittima delle Brigate Rosse anche lui durante l’omicidio di Coco, ha evidenziato l’importanza di far conoscere e celebrare il sacrificio dei propri cari.
Alberto Capolungo, figlio di Pietro, carabiniere in pensione che ha perso la vita a Bologna nell’armeria nel 1991, pochi mesi dopo l’eccidio del Pilastro dove erano stati uccisi senza pietà tre giovani carabinieri, ha ripercorso gli anni di terrore della Banda della Uno Bianca, della quale cinque su sei dei componenti erano membri delle forze dell’ordine, citando i depistaggi e la mancanza di pentimento dei colpevoli anche nell’ultima intervista di questa stessa settimana in Rai del capo della banda.
La cerimonia è proseguita con la testimonianza di Stefania Collavin, vedova di Christian Rossi, ucciso nella strage di Dacca, che ha ricordato il marito felice e ottimista e l’impatto della tragedia sulle loro figlie gemelle. I familiari hanno espresso gratitudine per l’impegno dello Stato italiano e delle associazioni a sostegno delle vittime anche all’estero.
Successivamente sono stati premiati i vincitori del Concorso “Tracce di memoria”, con interventi di studenti che hanno ricordato altre vittime e l’importanza di coltivare la memoria storica, dal sacrificio di Aldo Moro alle stragi di piazza della Loggia.
L’evento si è concluso con l’esecuzione dell’Inno europeo eseguito dal coro degli studenti del Liceo “Alessandro Manzoni” di Latina, a suggellare un momento di riflessione collettiva sul dolore, il coraggio e la determinazione nel preservare la memoria delle vittime del terrorismo per costruire un futuro pacifico e solidale.



