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Fisco e conti correnti: nuove regole per le indagini bancarie

L’Agenzia delle Entrate non può più spiare i conti correnti liberamente. La Cassazione impone motivazioni reali per l’accesso ai dati, tutelando la privacy.

L’Agenzia delle Entrate non può accedere al conto corrente di un cittadino o di un’impresa senza una motivazione concreta, dettagliata e verificabile ex post. L’autorizzazione per avviare le indagini bancarie e finanziarie smette di essere una semplice formalità burocratica interna agli uffici e diventa un vero e proprio lasciapassare che deve giustificare l’intrusione nella vita privata e nei dati personali del contribuente. La regola generale, valida sempre e per tutti, stabilisce che l’amministrazione finanziaria non ha il potere di frugare nei risparmi alla ricerca casuale di evasioni: ogni controllo deve essere preventivamente giustificato da indizi reali di irregolarità, bilanciando le pretese del fisco con i diritti sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali Ue e dalla Cedu.

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