Frontalieri, Consiglio di Stato ticinese blocca una parte dei ristorni fiscali destinati all’Italia
Il Consiglio di Stato ticinese ha deciso di bloccare, in via cautelativa, una parte dei ristorni fiscali destinati all’Italia. La decisione è stata annunciata dal presidente del Governo cantonale, Claudio Zali. Il provvedimento riguarda 50 milioni di franchi, pari al 46% dell’importo annuo dovuto alla Lombardia. La quota restante dovrebbe essere invece regolarmente versata. Una reazione alla cosiddetta “tassa sulla salute” prevista dalla Lombardia per i ‘vecchi frontalieri’, cioè i lavoratori assunti prima dell’entrata in vigore del nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia.
Per il Consiglio ticinese quel contributo comporta una doppia imposizione incompatibile con gli accordi bilaterali. Il Cantone ha commissionato una perizia giuridica sul tema, secondo cui il nuovo prelievo violerebbe gli impegni sottoscritti tra Berna e Roma. E il blocco potrebbe essere revocato se la tassa sanitaria non entrasse in vigore. La vicenda si inserisce in un confronto più ampio tra confederazione svizzera e governo cantonale ticinese. Da una parte Berna aveva espresso riserve sull’ipotesi di sospendere i ristorni, dall’altra Bellinzona sostiene invece che a modificare il quadro concordato con l’Italia sia stata la Lombardia. Il dossier è stato al centro dell’incontro odierno a Roma tra la ministra delle finanze della Confederazione Karin Keller-Sutter e il ministro dell’Economia italiana Giancarlo Giorgetti.

