Caso Balogun. E’ bufera sulla Fifa, l’Uefa attacca: “Scandaloso, limiti oltrepassati”
“Se davvero una telefonata avesse portato a questa incomprensibile decisione, ciò equivarrebbe a minare le regole più elementari del calcio e dello sport mettendo in discussione la capacità della Fifa di difendere in modo credibile il fair play”. Il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, è quasi incredulo a ciò che emerge sul caso squalifica-Balogun-Trump-Infantino.
Ma le reazioni al caso che infiamma i mondiali di calcio arrivano a 360° e sono – tutte – di condanna e stupore. Il ct dell’Inghilterra, Thomas Tuchel, si è unito al coro di critiche alla decisione della Fifa di non squalificare l’attaccante degli Stati Uniti Folarin Balogun malgrado l’espulsione. “Dove inizia e dove finisce tutto questo?”, si è chiesto il tecnico tedesco prima dell’ottavo di finale contro il Messico, “si può annullare o non si può annullare un provvedimento. Io mi chiedo dove vada tracciata la linea e non ho una risposta. Presentiamo ricorso se un cartellino giallo non era un cartellino giallo?”.
Durissima è la presa di posizione dell’Uefa dopo la decisione con cui la Fifa ha revocato la squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun. “La decisione di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso inflitto al giocatore Folarin Balogun ha oltrepassato un limite invalicabile. Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. Una squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”.
Per l’Uefa “quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se si tratta della Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.

