Flash dall’Unione Europea
MATTEO MARTINELLI
L’Europa del 2026 si sta trasformando in un sofisticato laboratorio di civiltà dove i diritti pesano quanto i bit. Sul fronte della sicurezza, il progetto PARTICIPATE sposta finalmente il baricentro dalla semplice sorveglianza dei genitori alla responsabilità diretta delle piattaforme: l’obiettivo è una “safety-by-design” vincolante, trattando i social come ogni altro prodotto che deve essere sicuro prima di entrare nel mercato, in piena coerenza con l’attuazione del Digital Services Act.
Contemporaneamente, il Parlamento Europeo accelera sui diritti umani con la storica decisione di fondare la definizione di stupro esclusivamente sul consenso. Le relatrici Incir e Scheuring-Wielgus puntano a integrare la Direttiva 2024 affinché la violenza di genere sia riconosciuta ufficialmente come crimine comunitario ai sensi dell’Articolo 83. È un passo fondamentale per eliminare quelle zone d’ombra legislative che ancora oggi penalizzano le vittime a seconda dei confini nazionali.
Sul piano tecnologico, la sovranità UE si gioca tra l’AI Act e il Digital Omnibus del 2025, nato per sfoltire la burocrazia e liberare l’innovazione. Attraverso l’AI Continent Action Plan, l’intelligenza artificiale diventa pragmatica: dai protocolli di diagnosi di COMPASS AI all’agricoltura hi-tech del 5G AGRI HUB. L’Europa ha smesso di rincorrere i giganti tech per iniziare a dettare le regole: un progresso che non sia solo veloce, ma profondamente umano.

