Il territorio non si promuove da solo
ALESSANDRO GULLOTTO
Si parla spesso di promozione del territorio, ma il territorio non si promuove da solo. Un lago, un borgo, una piazza, un panorama o un centro storico possono essere straordinari, ma se non vengono organizzati dentro un racconto, un’offerta e un’esperienza riconoscibile, restano potenzialità non pienamente espresse. Il turismo di prossimità, oggi, è una grande occasione. Molte persone cercano luoghi raggiungibili, autentici, capaci di offrire bellezza, tempo lento, buona cucina e relazioni più umane. Ma perché questo accada non basta “avere” un territorio: bisogna saperlo progettare. Ristoranti, strutture ricettive, operatori culturali, amministrazioni locali e imprese dovrebbero imparare a ragionare come parti di uno stesso sistema. Il turista non vive compartimenti separati. Non distingue davvero tra pranzo, passeggiata, accoglienza, parcheggio, informazioni, eventi e servizi. Per lui tutto diventa esperienza. Un ristorante, in questo senso, non è soltanto un luogo dove mangiare. Può diventare presidio di racconto, porta d’ingresso al territorio, punto di incontro tra identità locale e domanda turistica. Ma serve una visione condivisa. La sfida non è inventare artificialmente ciò che non esiste. È rendere visibile ciò che già c’è, collegarlo, dargli forma, continuità e valore. Perché un territorio diventa destinazione solo quando smette di essere una somma di luoghi e comincia a essere un’esperienza pensata.
ALESSANDRO GULLOTTO Imprenditore nel settore della ristorazione, ideatore e docente di percorsi di formazione in management della ristorazione, si occupa di organizzazione, strategia e cultura d’impresa applicate al mondo della ristorazione. Email: ale.gullotto@gmail.com, linkedin.com/in/alessandrogullotto

