Bancarotta e truffa a Stato, l’ex ministra Santanchè rischia altro processo
Un’altra tegola per l’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè.
La procura di Milano ha infatti chiuso una nuova indagine nei confronti della parlamentare di Fratelli d’Italia, del figlio Lorenzo e dell’ex compagno e padre del giovane; Giovanni Canio Mazzaro, della sorella, Fiorella Garnero, e altre 12 persone e una società per varie ipotesi di bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Al centro ci sono i fallimenti, per distrazione, di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. E poi il capitolo, rimasto finora inedito, di 3 milioni e 300 mila euro, ottenuti nel 2021, inducendo in errore Invitalia e sfruttando le misure di sostegno alle imprese durante il Covid.
Accuse respinte dalla diretta interessata che, attraverso i suoi legali, esprime “fiducia nella magistratura”, sottolineando di avere agito “con correttezza”. L’avviso di conclusione delle indagini coordinate dal pm Luigi Luzi e Guido Schininà e delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, è stato notificato oggi e prelude a una richiesta di processo che si aggiunge ai procedimenti per cui la senatrice è imputata, ossia la vicenda Visibilia e la presunta truffa ai danni dell’Inps che è in fase di udienza preliminare.

