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VIDEO – Condanna del gioielliere che uccise due ladri: cosa dice la legge sulla legittima difesa e quando sfocia in reato

Fin dove può spingersi la difesa personale prima di trasformarsi essa stessa in reato? La domanda è tornata prepotentemente al centro del dibattito dopo i fatti del 2021 di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo e la condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori. La materia, in Italia, è tutt’altro che vaga sulla carta, ma la sua applicazione concreta resta affidata quasi sempre alla valutazione dei giudici, caso per caso.

  Il fondamento giuridico della legittima difesa in Italia è l’articolo 52 del codice penale. La norma nasce come una forma di autotutela che l’ordinamento riconosce al cittadino nei momenti in cui l’intervento delle forze dell’ordine non può arrivare in tempo utile: uno spazio residuale, non un diritto illimitato a farsi giustizia da sé.

Nel 2019, durante il primo governo Conte e con Matteo Salvini al Viminale, la norma è stata modificata con l’obiettivo dichiarato di ampliare le tutele per chi si difende, soprattutto all’interno della propria abitazione o del proprio esercizio commerciale. La riforma ha introdotto anche la formula, molto discussa e spesso citata in modo semplificato dal dibattito pubblico, secondo cui la difesa sarebbe “sempre legittima“: un’espressione che però, nella pratica applicativa, non ha eliminato i paletti previsti dalla legge.

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/legittima-difesa-cosa-dice-legge-italiana-mario-roggero_114450293-202602k.shtml

https://youtu.be/LwcJ5IhN91M?si=P_ZcHwzXxv4GvMgZ&t=307

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