Carenza di organico nei Vigili del Fuoco, la FISI: “Messina esclusa ingiustamente dalla mobilità nazionale”
La Segreteria provinciale della FISI Vigili del Fuoco di Messina denuncia quella che definisce una grave incongruenza nella procedura di mobilità nazionale per i ruoli di Capo Squadra e Capo Reparto non specialisti. Secondo il sindacato, la nota del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, protocollo n. 64916 del 17 luglio 2026, indica il Comando provinciale di Messina come privo di posizioni carenti, una circostanza che la FISI contesta con forza ritenendola distante dalla reale situazione operativa.
Per l’organizzazione sindacale, il dato riportato nella procedura di mobilità contrasta con la documentazione ufficiale dello stesso Comando di Messina. In particolare viene richiamato l’allegato alla Disposizione di Servizio n. 852 dell’8 luglio 2026, nel quale sarebbero invece evidenziate significative carenze di organico. La FISI sostiene che la classificazione di Messina come sede a “carenza zero” produca conseguenze rilevanti sia sul personale sia sull’organizzazione del soccorso.
Tra le criticità segnalate vi è il mancato rientro dei vigili del fuoco originari del territorio, da anni in servizio lontano dalla provincia, ai quali verrebbe preclusa la possibilità di ricongiungersi con le proprie famiglie attraverso la mobilità. Il sindacato evidenzia inoltre le difficoltà quotidiane affrontate dal personale in servizio, costretto – secondo quanto riferito – a sostenere turnazioni particolarmente gravose per garantire il dispositivo minimo di soccorso.
Una situazione che, sempre secondo la FISI, viene fronteggiata anche attraverso il ricorso al personale impiegato in regime di articolo 234. Nella nota viene poi richiamata la particolare complessità del territorio messinese, caratterizzato da elevati rischi idrogeologici, sismici e di incendi boschivi, oltre che dalla gestione dei distaccamenti presenti nelle isole Eolie, come Stromboli e Vulcano. Elementi che, secondo il sindacato, rendono indispensabile un organico adeguato e qualificato. La FISI sottolinea anche le storiche difficoltà logistiche della Sicilia, ricordando il progetto UAMA (Unità Approvvigionamento Materiali e Attrezzature), nato dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 per rafforzare l’autonomia logistica delle Colonne Mobili del Mezzogiorno e, a giudizio dell’organizzazione sindacale, mai pienamente sviluppato.
La protesta, aggiunge la segreteria provinciale, non riguarda esclusivamente Messina. Il sindacato segnala analoghe criticità in diversi Comandi italiani, indicando tra questi Palermo, Cosenza, Reggio Calabria, Caserta e Vercelli. Secondo la FISI, anche in queste realtà la mancata copertura dei posti destinati ai Capi Squadra e ai Capi Reparto rischia di incidere sull’efficienza del soccorso, sull’organizzazione dei turni e sulla sicurezza degli operatori. Per queste ragioni la FISI Vigili del Fuoco chiede al Dipartimento l’apertura immediata di un confronto tecnico per rivedere la procedura di mobilità nazionale e adeguare la distribuzione del personale alle reali esigenze operative dei Comandi. In assenza di risposte, il sindacato annuncia di essere pronto ad avviare lo stato di agitazione e ulteriori iniziative di protesta, sostenendo che «le piante organiche virtuali non spengono gli incendi e non salvano vite».
Per approfondire https://www.messinaindiretta.it/carenza-di-organico-nei-vigili-del-fuoco-la-fisi-messina-esclusa-ingiustamente-dalla-mobilita-nazionale/

