Vigili del fuoco a rischio: “Ipa, veleni invisibili che attraversano le tute. Serve decontaminare”
“Dopo decenni nei vigili del fuoco conosco bene la battaglia invisibile contro i veleni degli incendi che attraversano le tute e si depositano sulla pelle. Si chiamano Ipa, idrocarburi policiclici aromatici e lo Stato non può lasciarci soli davanti al rischio tumori“.
È senza giri di parole l’analisi di Paolo Ghinelli, referente Fns Cisl Emilia Centrale (nella foto), 41 anni di servizio, membro del nucleo investigativo e docente sulla sicurezza. Dopo l’inchiesta sugli Pfas dello scorso anno, Ghinelli apre un nuovo fronte per la salute dei pompieri, chiedendo indumenti con barriera interna ai carboni attivi. Scelta in linea con la lettera inviata dal leader Fns Massimo Vespia al Ministero dell’Interno e al Dipartimento dei Vvf.
“Gli Ipa si formano quando bruciano auto, edifici, plastiche, vernici e carburanti. Finiscono nella fuliggine, che si deposita su casco, guanti e tuta e può raggiungere la cute. La tuta esterna protegge da fiamme e calore, mentre lo strato interno assorbe parte dei contaminanti – spiega Ghinelli –. Dopo lo spegnimento inizia lo smassamento: le fiamme non si vedono più, ma rottami e materiali continuano a rilasciare sostanze pericolose. Poi la fuliggine su vestiario e mezzi entra in caserma”. In Svezia alcune realtà antincendio hanno sperimentato indumenti ai carboni attivi, disponibili sui mercati britannico e irlandese.
Vigili del fuoco a rischio: “Ipa, veleni invisibili che attraversano le tute. Serve decontaminare”

