Benzina annacquata e gasolio sporco: “A Roma e provincia irregolare il 20 per cento dei distributori controllati”
Benzina annacquata e gasolio impuro. Circa il “20 per cento degli impianti è risultato irregolare” sia per la “qualità del prodotto erogato” sia “per l’esposizione al pubblico dei prezzi” e anche “per il rapporto tra erogato e quanto prodotto effettivamente era sceso a terra”. A dirlo è Daniele Corradini, comandante del I gruppo Roma della guardia di finanza.
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Come riferito all’Adnkronos, sono stati sequestrate oltre 10,5 tonnellate non conformi di prodotti, con sanzioni che hanno superato i 20mila euro. Un bilancio, il suo, che è stato tracciato dopo due giorni di controlli effettuati dalle fiamme gialle n stazioni di rifornimento prese a campione a Roma e provincia a seguito dell’inchiesta dell’Adnkronos che aveva raccolto le segnalazioni di diversi meccanici della Capitale che avevano segnalato anomalie sui carburanti. Un problema, quello del gasolio truccato, del quale aveva già parlato, a maggio, la sezione Dossier di RomaToday.
Verifiche peraltro che si sono allargate anche fuori dalla città, in particolare sul litorale a nord di Roma: Fregene, Passoscuro, Ladispoli. Tre in questo contesto gli impianti di distribuzione sanzionati per aver omesso la comunicazione dei prezzi al ministero delle Imprese e del made in Italy o per la mancata esposizione della media regionale a tutela degli automobilisti.
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Quello del carburante annacquato, ha continuato il colonnello Corradini, “purtroppo su Roma è un fenomeno abbastanza esteso ma riguarda l’intero territorio nazionale: nel solo 2026 il comando regionale Lazio della guardia di finanza ha posto sotto sequestro oltre 165 tonnellate di prodotto non conforme, con un aumento rispetto al 2025 di oltre il 350 per cento”. Più precisamente, nei campioni prelevati dai finanzieri nei controlli effettuati nella città eterna in 48 ore “abbiamo riscontrato alcune anomalie dovute alla presenza di sostanze diverse da quelle che dovevano essere naturalmente presenti. In media, troviamo un campione adulterato ogni 10-15 analizzati, e che quindi non rispetta le norme, sia quelle commerciali sia quelle fiscali. Ed è un fenomeno in crescita in questi ultimi periodi”. A riferirlo, all’Adnkronos, è stato il dirigente dell’ufficio laboratorio di Roma dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Fabrizio Apruzzese. Un fenomeno, ha continuato, “dovuto alla miscelazione di altri prodotti con il gasolio per accrescerne il volume. Nella benzina, in qualche caso abbiamo, riscontrato delle anomalie dovute alla presenza di acqua”. Carburante diluito quindi, che aumenta i ricavi dei distributori a scapito degli ignari clienti, con il rischio di ritrovarsi poi costretti a ricorrere a costose riparazioni.
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