Medicina, la parità di genere è un miraggio: nove ricercatrici su dieci incontrano ostacoli
Nell’ambito delle scienze biomediche persistono ostacoli burocratici che frenano le carriere delle ricercatrici italiane. Questa l’analisi che emerge da una recente indagine pubblicata sulla rivista European Journal of Cancer Prevention. A fronte di risultati scientifici di altissimo livello, citazioni internazionali e carriere costruite nell’arco di decenni, le donne di scienza continuano a incontrare barriere che nulla hanno a che fare con la competenza o la produttività. Il talento, da solo, non basta: il contesto professionale resta segnato da disparità che incidono sulla progressione di carriera, sulla leadership e sulla possibilità di conciliare vita privata e responsabilità scientifiche.
L’indagine, promossa dal Club Top Italian Women Scientists (TIWS) e sostenuta da Fondazione Onda ETS, ha coinvolto 82 scienziate con un h‑index pari o superiore a 60, una soglia che indica una produzione continuativa e di elevato impatto. Si tratta di figure che operano nelle università e negli IRCCS italiani, attive in settori come biologia, immunologia, genetica, oncologia, farmacologia, neuroscienze ed epidemiologia. Donne che, pur avendo raggiunto traguardi significativi, continuano a percepire ostacoli che rallentano o complicano il loro percorso professionale.
Secondo i dati raccolti, nove ricercatrici su dieci riferiscono almeno una barriera legata al genere. Il 91 per cento dichiara difficoltà nel conciliare carriera e vita privata, mentre solo il 17 per cento si considera soddisfatta dell’attuale livello di parità e inclusività nel settore. Un dato particolarmente rilevante riguarda il 37 per cento delle intervistate, che ha pensato almeno una volta di lasciare la ricerca biomedica o di cambiare organizzazione, pur decidendo poi di proseguire il proprio percorso.
Adriana Albini, co‑presidente del Club TIWS e scientific advisor dell’ Istituto Europeo di Oncologia, sottolinea come il dato più significativo sia proprio la provenienza delle testimonianze: «A raccontare questi ostacoli non sono donne rimaste ai margini della ricerca, ma scienziate che hanno raggiunto risultati importanti. Significa che il problema non riguarda le capacità, la preparazione o la determinazione delle donne, ma il contesto nel quale devono costruire la propria carriera. Il successo individuale non può diventare un alibi per non intervenire sulle barriere strutturali, culturali e organizzative ancora presenti.»

