Invalidità: i soldi per le cure future spettano subito in anticipo
Una lesione permanente rappresenta un dramma immenso, ma la giustizia offre una tutela economica immediata. Se una persona subisce una invalidità permanente, ha il diritto assoluto di incassare subito il denaro per l’assistenza medica, senza l’obbligo di pagare prima le fatture di tasca propria.
Questa regola generale vale sempre e protegge chi affronta un’esistenza di cure. Il risarcimento per le spese sanitarie abbraccia l’intera vita della vittima. Nessun cittadino deve indebitarsi per dimostrare di aver bisogno di un infermiere nei decenni futuri. I tribunali devono liquidare all’istante il costo dell’assistenza per l’intera vita, con un calcolo fondato sulla ragionevole previsione del bisogno. Il sistema assicura alla persona lesa i fondi per curarsi con dignità fin dal primo giorno.
Il danno patrimoniale legato alle cure si divide in due categorie del tutto opposte tra loro. La giurisprudenza impone ai tribunali di separare in modo netto i costi passati da quelli futuri. Le spese già sostenute dalla vittima richiedono una prova tangibile. Il cittadino in questo caso deve dimostrare di aver pagato di tasca propria i farmaci o le visite. Questo accertamento avviene attraverso l’esibizione di fatture, scontrini o anche con l’uso di semplici deduzioni logiche consentite dalla normativa (art. 2727 cod. civ.). La regola cambia in modo radicale per le spese future.
La necessità di pagare una persona per l’assistenza continua di un invalido genera un danno che si rinnova ogni giorno, definito tecnicamente “de die in diem“. Per questi esborsi la prova del pagamento non esiste perché l’evento non si è ancora verificato.

