Il treno: tra curiosità e passioni
VALENTINA TACCHI
treno e il Romanticismo sono nati quasi insieme, all’inizio dell’800. Il mezzo di trasporto più letterario, simbolo del viaggio fisico e dell’anima: tra attesa, paesaggi, il ritmo ipnotico delle rotaie e gli incontri tra sconosciuti. Il treno ha inventato la modernità e unito le nazioni. Nato per collegare le miniere, ha favorito la rivoluzione industriale, fatto fiorire città.
Dalla fine dell’800, diventa sinonimo di lusso, mistero e passioni travolgenti come l’Orient Express. Con i suoi interni in legno e cristalli, era il palcoscenico di spie, nobili, artisti ed amanti. Ha ispirato la letteratura, dalla trappola tragica di Anna Karenina di Tolstoj a Calvino che gioca, con il viaggiatore misterioso, sugli sguardi che si incrociano, dove l’attesa e il non detto, creano un’attrazione magnetica.
A differenza dell’aereo che ti proietta dalla partenza all’arrivo, il treno ti mostra la terra che cambia. È un tempo “ritrovato” dallo stress del volante ed è il mezzo anche più ecologico.
È il viaggio interiore e delle decisioni. Il momento della trepidazione quando sai chi ti aspetta o il distacco quando ti allontani, tra abbracci malinconici sulle banchine.
Dai vecchi scompartimenti a 6 posti, ci si guardava in faccia, conversazioni tra sconosciuti che forse non si sarebbero più rivisti, scenari da film. In treno, le regole della prossemica saltano, i ginocchi e le mani si sfiorano per lo spazio ridotto, ci si avvicina intuitamene.
Oggi il volto del treno è anche basso, tra Pc e cellulari, libri e sonnellini, un perfetto ufficio mobile per i pendolari dello smart working. Ci si guarda in modo distratto. Troppo presi dal dover fare, per fermarsi a scambiare. A volte avviene. Sui treni possono nascere anche passioni ed amori, amicizie, incontri del destino che ti sorprende, quando non te l’aspetti, magari proprio lì, accanto al tuo posto. Non importa il tempo, è il momento di quel micromondo che ti viene a conoscere, in quella fase precisa della tua vita. Come nel film Sliding Doors si può prendere un treno e cambiare il corso della vita.
La velocità dei treni può toccare i 300 km/h ed un singolo treno da 8 carrozze costa 40 milioni di euro, per un viaggio d’Alta Velocità da Milano a Roma, circa 12.000 euro.
Il primo binario posato in Italia risale a prima dell’Unità d’Italia, nel Regno delle Due Sicilie, la linea Napoli-Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839.
Il treno più veloce del mondo, invece, non ha le ruote. E’ in Giappone, a levitazione magnetica. Il suo record è di 603 km/h e, sfrutta potenti magneti, fluttua a 10 cm dal suolo, eliminando l’attrito con il binario.
La ferrovia più lunga del mondo è invece la Transiberiana, attraversa l’intera Russia, 8 fusi orari, lunga 9.289 km.
I treni fanno sempre gola ai ladri, solitamente due, sempre allerta tra persone distratte, anche se i dati al 2026, mostrano un calo dei reati grazie ai nuovi varchi e ai controlli straordinari. Denunciati 7.000 furti all’anno. Avvengono per il 61% a bordo treno: nelle calche sulle porte e quando ci si allontana per andare in bagno. Per il 39% in stazione, soprattutto, nelle biglietterie automatiche, sulle scale mobili e ai tabelloni degli orari, dove si guarda in alto e si perde il contatto visivo con le proprie borse. La tecnica è quella della distrazione per sfilare il portafoglio. Il ladro poi sale sul vagone, ruba e scende un secondo prima che le porte si chiudano. Si vede anche il ladro con la giacca appoggiata su un braccio, si sposta, punta le borse poste sopra le poltrone. Il treno del futuro si candida a sostituire i voli a corto e medio raggio. Sarà veloce quasi come un aereo. Materiali ultraleggeri, finestrini smart e carrozze in fibra di carbonio. I finestrini mostreranno dati sul paesaggio. L’Intelligenza Artificiale regolerà la velocità per ottimizzare i consumi di energia, aumenterà la frequenza delle corse.
Il Treno è la nostra metafora. Su quei binari ci sono le scelte già tracciate. Ci muoviamo in vagoni per la direzione decisa. Le stazioni poi sono tappe della vita come i traguardi, i cambi di direzione o le soste. Anche i treni persi che non torneranno sono le occasioni mancate. Il treno parla di noi, delle persone che scegliamo di amare, degli amici e degli incontri del destino nel nostro vagone, seguendo la linea della vita. Intanto, la porta è sempre libertà ed all’interno, la condivisione fa la differenza! Non è importante la destinazione ma la qualità del percorso! Importante è non rimanere fermi ma scegliere di partire e decidere per quel viaggio che ci rende vivi.

