Benessere

Rubrica dei sogni –  Il sogno nell’E.M.D.R

Vorrei parlarvi del modello teorico di questo intervento psicoterapeutico che ha evidenze scientifiche sempre più acclarate. In particolare, soffermandomi sul sogno, dando alcune indicazioni utili per poterle sperimentare.

Il modello, in sintesi, dice che il nostro cervello, ha un sistema naturale per digerire i ricordi.

Quando ci sono traumi che non  riescono a essere processati naturalmente, cosa accade? Si blocca il processo e i ricordi traumatici restano imprigionati nel circuito neuronale,  con le immagini, le emozioni e le sensazioni fisiche del momento.

Durante le sedute con E.M.D.R. si lavora su questi traumi per ristabilirne il processo interrotto e si rivivono i ricordi non solo con il cognitivo ma con emozione, immagine e corpo.

È un intenso lavoro che permette di darci la possibilità di imparare come,  aiutando il nostro cervello con un  intervento preciso,  possiamo ristabilire una funzionalità adattiva.

Come terapeuta EMDR e analista del profondo, ne apprezzo la rapidità e l’efficacia. Quando finisce la seduta il lavoro del paziente continua, senza dover fare,  ma sta nel processo avviato. Per questo molte persone, dopo una seduta, ricordano  di più i  sogni che appaiono  più vividi e  contengono nuclei di materiale inconscio attinente. 

Cosa accade in pratica? Il sogno rimescola pezzi del ricordo target con il  materiale attuale, il cervello cerca di archiviarlo. Possono comparire immagini del ricordo materiale spesso angosciante: inseguimenti,  perdita di controllo,  acqua che travolge. La funzione viene vista come sogno che elabora, il lavoro della notte che continua al di là della coscienza. Cosa fa fare il terapeuta? Chiede di registrare il sogno senza uno sforzo cognitivo, solo “Cosa hai sognato? Quale emozione al risveglio?  Misurandone l’intensità in un numero che va da uno a dieci e quale emozione ti porta il sogno?  In quale parte del corpo la senti?  Porta l’attenzione in  quella parte. Nella seduta si lavora utilizzando il taping o il movimento degli occhi, per  integrare quello che il sogno rivela.

Cosa  caratterizza questa modalità? Il sogno non va interpretato,  non si lavora sulla parte analitica profonda. Si lavora su  cosa il sogno porta e se c’è ancora attivazione del trauma. La prossima volta parleremo in misura più dettagliata portando esempi di sogni. Intanto, prendete il vostro quaderno dei sogni e provate ad annotare, dopo averli scritti come se fossero serie di immagini. Respirate e osservate. Buoni sogni.

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