Parte dell’intervento dell’Ing GUIDO PARISI al convegno ISA

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ARTICOLO PUBBLICATO SUL FARO N. 115 IN DISTRIBUZIONE – curato da LIA ALBONICO

ISA, convengo “Sistemi innovativi di spegnimento e difesa dalle conseguenze degli incendi” 13 Maggio 2021

tutto l’intervento è disponibile su  :

La prima direttiva DCE sul miglioramento delle attività di spegnimento degli incendi

Negli ultimi anni sono state fatte molte discussioni e valutazioni, da parte dell’industria antincendio e delle istituzioni, sull’adeguamento dell’azione di estinzione degli incendi e dei prodotti di combustione che possono determinare problematiche di impatto ambientale anche alla luce delle nuove direttive europee a fronte di rischi sempre più complessi.

Nonostante l’acqua sia stata a lungo – e talvolta lo è ancora – considerata come il mezzo  estinguente più economico ed efficace, vi sono molti casi in cui l’utilizzo della sola acqua è fortemente sconsigliato se non addirittura dannoso, come ad esempio per gli incendi di Classe B (liquidi infiammabili).

Oggigiorno, le materie plastiche e i tessuti hanno assunto un’estrema importanza nella vita quotidiana: il loro impiego è diventato quasi insostituibile. D’altro canto, uno dei problemi più importanti nasce dal fatto che la maggior parte dei polimeri su cui si basano materie plastiche e tessuti sono facilmente infiammabili

Durante un incendio in un luogo chiuso è possibile che si raggiunga una marcata carenza d’ossigeno e ciò comporta la formazione di grosse quantità di composti volatili incombusti (fumi d’incendio), talora anche a temperature superiori a quelle di autoaccensione. Quando l’ossigeno è reintrodotto nel locale, per esempio aprendo una porta o una finestra, la combustione riprende con un effetto esplosivo, il che prende il nome di fiammata di ritorno (BACKDRAFT).

Considerato:

Che la tutela e protezione dell’ambiente è uno dei compiti d’istituto dei Vigili del fuoco;

Che le acque reflue di un incendio sono cariche di inquinanti;

Un più diffuso impiego dello schiumogeno risponde meglio alle esigenze dei Vigili del Fuoco e della collettività?

lo schiumogeno migliore è quello che possiede il giusto equilibrio tra basso impatto sull’ambiente, rapidità di spegnimento e minor quantità utilizzata;

È intenzione dell’Amministrazione dotare le strutture regionali di unità antincendio robotizzate  controllate da remoto al fine di supportare le squadre nelle attività di spegnimento degli incendi.

È emersa, inoltre, la necessità di migliorare gli apparati di comunicazione individuali e di squadra che saranno implementati mediante specifici sistemi, attrezzature e procedure di utilizzo.

Tutto il personale che ha partecipato all’esercitazione presso la Scuola di Formazione Operativa dovrà essere coinvolto in attività di divulgazione organizzata dai Comandi provinciali, avvalendosi anche del materiale

informativo pubblicato su specifica sezione della Intranet della Direzione Centrale Emergenza e di  vigilfuoco.tv, insieme alle Direzioni Regionali che ne cureranno la programmazione e il monitoraggio. siamo consapevoli del fatto che l’addestramento con il fuoco reale è una necessità assoluta sia nella formazione di ingresso (nuove abilità) che nell’aggiornamento (mantenimento delle abilità) dei vigili del fuoco.

Ciò presuppone che gli istruttori siano adeguatamente preparati sul comportamento del fuoco, per cui debbono essere guidati da formatori che hanno approfondito la conoscenza sulla dinamica del fuoco e sulle tecniche di

estinzione.

Conclusioni 

Il Corpo ha dimostrato di essere in grado di interagire e confrontarsi a livello nazionale come interlocutore con tutti i soggetti istituzionali e del mondo dell’impresa, in modo da ricercare l’interesse comune dei cittadini.

Abbiamo bisogno di sviluppo e competitività. Il Corpo è pronto ad assumere la sfida della difesa del territorio dagli incendi, rinnovandosi, assicurando di fatto quella “resilienza” ricercata anche nei nuovi progetti di rilancio del Paese, a partire dai fondi pluriennali delle leggi finanziarie a quelli del PNRR,  che non possono prescindere

dagli aspetti fondamentali della sicurezza e della gestione delle emergenze.

Nuove tecnologie e procedure saranno dunque perseguite nei programmi di investimento che si basano anche sulla realizzazione di scuole di formazione, simulatori per l’addestramento delle squadre, automezzi a basso impatto ambientale, dispositivi di protezione individuale più efficaci, sistemi e sostanze di spegnimento più performanti insieme all’utilizzo di dispositivi robotici .

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