Addio a Tito Rolla, uno degli ultimi testimoni dello scudetto del 1944

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La Spezia – Era entrato nei Vigili del fuoco a neanche 18 anni, in un momento storico che avrebbe disegnato le sorti dell’Italia e la storia sportiva della Spezia. Ci si ritrovò proprio in mezzo Tito Rolla, scomparso a 93 anni dopo una vita nel corpo in cui aveva prestato servizio per quarant’anni. Era il luglio del 1943 quando il comandante Luigi Gandino gli appuntò le stellette sul bavero che lo accoglievano nel 42° Comando Provinciale. Mussolini sarebbe stato arrestato pochi giorni dopo, la città avrebbe continuato a subire un bombardamento dopo l’altro mentre il grosso della popolazione aveva lasciato le proprie case per trovare scampo nell’entroterra. Rimanevano i pompieri a tentare di salvare il salvabile del volto urbano. 

Così nel gennaio del 1944 aveva assistito a una nuova infornata di colleghi, la più singolare che ci si potesse attendere. Barbieri, Viani, Rostagno, i fratelli Persia, Fiumi, Amenta, Gramaglia, Tori, Angelini… i calciatori dello Spezia Football Club, gli uomini che avrebbero riportato la coppa di campioni d’Italia che ancora oggi è il vanto dei Vigili del fuoco spezzini e della città sportiva. Arrestato in seguito dai nazifascisti per sospetta attività partigiana, Rolla fu liberato il 24 aprile del 1945 salvandosi dalla condanna a morte. E’ stato un vigile del fuoco in servizio fino al 1982, caposquadra e impiegato presso il laboratorio radio. Tra i fondatori della sezione spezzina dell’Associazione nazionale negli anni Novanta, ne fu il primo presidente.

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