Reddito di cittadinanza, 500 mila poveri fantasma: scoraggiano importi bassi e lavoro nero

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Duecentosettanta mila famiglie deluse a maggio. Cinquecento mila adesioni mancate. Centoventi mila nuclei in attesa di essere avviati verso un percorso lavorativo che ancora non c’è. A meno di due mesi dal lancio, per il reddito di cittadinanza è già tempo di bilanci: il voto europeo di domani esprimerà di riflesso anche un giudizio sulla misura chiave dei Cinquestelle. I vertici del M5S temono l’effetto boomerang.

Con il loro cavallo di battaglia puntavano a entrare nelle case di 3,5 milioni di italiani prima delle elezioni, ma per adesso il reddito di cittadinanza è stato riconosciuto a circa 480 mila famiglie, corrispondenti a poco più di un milione di beneficiari effettivi e a meno della metà dei nuclei che erano stati stimati in entrata in principio, ovvero 1,3 milioni. Per giunta il sussidio di marca grillina, che doveva abbattere la povertà e favorire l’inclusione sociale, a causa dei bassi importi erogati su decine di migliaia di card in circolazione ha avuto finora un impatto fortemente divisivo: su circa 270 mila tessere, il 60% delle carte elettroniche rilasciate tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, sono stati depositati meno di 500 euro.

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