Cassazione: il lavoratore non è obbligato a stimare l’azienda

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di Lucia Izzo – Non sussiste in capo al dipendente undovere di stima nei confronti della propria azienda, essendo questi tenuto, piuttosto, all’osservanza dei doveri di diligenza e fedeltà. Non viene, dunque, ritenuto giustificato il licenziamento (dovendosi preferire la sanzione conservativa) della guardia notturna che, nell’insultare il collega del centralino che non risponde, si lascia sfuggire un “che azienda di me…”.
I giudici della sezione lavoro della Corte di Cassazione, nella sentenza n. 12786/2019 (qui sotto allegata) hanno confermato l’illegittimità del licenziamento del dipendente.

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