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Più morti in mare e più rifugiati: ecco perché la politica dei porti chiusi non serve a niente

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linkiesta.it – https://urly.it/3250b

Un nuovo record di rifugiati nel mondo, per il sesto anno di fila. Secondo i numeri riportati dal rapporto Global Trend dell’Agenzia delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), nel 2018 sono state 70,8 milioni le persone costrette a scappare da guerre, violenze e persecuzioni: 2,3 milioni di persone in più rispetto all’anno prima. E la metà sono bambini. Ma solo 92.400 di loro hanno potuto usufruire di una via legale per spostarsi, meno del 7% di quelli che sono in attesa. Il resto, si è affidato ai trafficanti. «L’aumento degli sfollati e rifugiati nel mondo è la dimostrazione che le politiche demagogiche che si sviluppano intorno alle tematiche migratorie non sono per nulla efficaci», ha spiegato Carlotta Sami, portavoce italiana dell’Unhcr. «Né la riduzione degli arrivi via mare in Italia di quasi il 90% può essere considerata un successo, se non si trova una soluzione alla causa delle partenze». Dall’Alto Commissariato arriva un appello: «È necessario che venga ristabilito un meccanismo di soccorso nel Mediterraneo. Perché il tasso di mortalità è molto aumentato, da uno ogni 29 migranti arrivati del 2017 a uno ogni sei del 2018».

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