Alla scoperta di Mantova – tra le sue bellezze storiche, artistiche e naturalistiche

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Francesca Sirignani – Foto di Ufficio Stampa Comune di Mantova

Chiunque visita Mantova rimane colpito per l’atmosfera accogliente e speciale che si respira, per il suo fascino immutato nel tempo  e per l’eredità culturale imprescindibile del passato, salvaguardato e trasmesso alle generazioni future.

Per conoscere bene questa città occorre entrare nel suo tessuto vivo, percorrerla cercando di scoprire i suoi dettagli, passando da una piazza all’altra e sbirciando, all’interno dei palazzi, gli splendidi giardini storici.

Vivere Mantova significa conoscere i suoi abitanti, frequentare i luoghi d’incontro, passeggiare sul lungolago, andare a teatro, assistere a concerti nei palazzi  e nelle piazze cittadine, fare shopping  in negozi, mercati e gustare i piatti tipici della cucina mantovana.

Ai Gonzaga, signori di Mantova, una delle più note famiglie principesche d’Europa, protagonisti della storia italiana ed europea dal 1328 al 1707, si deve un nuovo ampliamento urbano e la mirabile fioritura artistica della città.

In quest’epoca la corte si arricchisce di opere di celebri artisti contemporanei e di reperti classici che vanno a costituire le collezioni artistiche  della città. Testimonianza delle stesse sono oggi visibili al Museo della città di Palazzo San Sebastiano, al museo Diocesano e al museo di Palazzo Ducale.

I Gonzaga abitarono in prestigiose residenze. La più antica e complessa dal punto di vista architettonico è Palazzo Ducale che, con le sue magnifiche sale, i numerosi edifici collegati da corridoi e gallerie, i giardini, i cortili e le piazza, affascina ogni visitatore.

Palazzo Ducale si sviluppa tra l’antica Piazza di San Pietro (l’attuale Piazza Sordello) e la riva del Lago Inferiore. Inizialmente composto da corpi di fabbrica disaggregati, il Palazzo trova forma organica nella prima metà del XVI secolo, quando diviene un unico, grandioso complesso architettonico corrispondente al più antico quartiere cittadino.Fu una corte europea di antichissima origine e oggi è tra le regge più estese d’Europa.

Un’altra dimora dei principi Gonzaga fu Palazzo Te, progettato dal 1525 al 1535 da Giulio Romano per Federico II Gonzaga,  dove il principe poteva trovare ristoro intellettuale.

Definita come la villa degli ozi e degli svaghi, Plazzo Te nacque anche per l’esigenza del signore di crearsi uno spazio privato, fuori dall’immensa reggia; ma in fondo al giardino egli volle anche uno spazio privatissimo, l’appartamento detto della Grotta.

Il Palazzo accoglie al suo interno la Sala dei Cavalli dedicata ai cavalli pregiati che i Gonzaga allevavano, la Camera di Amore e Psiche destinata ad accogliere gli ospiti più illustri per banchetti e cene e la Camera dei Giganti, dagli stupefacenti effetti acustici e visivi realizzata in onore dell’ imperatore Carlo V che aveva concesso a Federico il titolo di duca.

Palazzo Te e’ una tra le più belle ville che l’Italia possa vantare. Riflesso perfetto di un preciso e non facile momento della storia dell’arte, quello del passaggio dagli splendori rinascimentali alle esuberanze manieriste.

Mantova non è fatta per essere visitata velocemente. Le piazze, i vicoli, i ciottoli invitano ogni visitatore ad ammirare e apprezzare lentamente ogni monumento e palazzo storico di questa splendida città dichiara nel 2008 Patrimonio Mondiale dell’Umanità  dell’ Unesco insieme alla vicina Sabbioneta.

Le due città hanno avuto un momento di grande progettazione urbanistica in epoca rinascimentale, voluta dalla stessa famiglia regnante, i Gonzaga, applicata su due modelli differenti e complementari.

Con i suoi numerosi parchi e riserve naturali, Mantova sa anche regalare piacevoli momenti di relax all’aria aperta.

In particolare il Parco del Mincio è un’area protetta dalla Regione Lombardia nel 1984, che si estende in provincia di Mantova lungo il fiume Mincio nel territorio di 13 comuni. Il fiume, dal basso Garda al Po, percorre 73 chilometri attraversando a Nord le colline moreniche e la pianura prima di sfociare nel fiume Po.

Infine nel parco sono operativi anche i centri visita: a Rivalta dove un antico edificio rurale affacciato su un’ansa del fiume ospita il museo etnografico dei mestieri del fiume e alle Bertone, un bosco-giardino formato da alberi secolari provenienti da tutto il mondo accanto al quale è presente un centro di reintroduzione della cicogna bianca.

 “E tu, Mantova, sarai esaltata. Così a Dio piacque; e i voleri divini non posson restare incompiuti. Virgilio mantovano cantò Enea troiano; Enea senese dette ricchezza alla patria di Virgilio”.

Con queste parole Papa Pio II valorizzava la bellezza di Mantova nella sua storia, arte e cultura.É tutt’ora anche un ambiente di inestimabile valore naturalistico. Una città che toglie il fiato quando la si ammira dalle sponde dei laghi in quanto appare sospesa sull’acqua, protagonista di luoghi singolari che fanno di Mantova una città inaspettata e semplicemente meravigliosa.

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