Tra barriere ed euroscetticismo: alziamo noi un muro contro l’intolleranza

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DINO NEANDRI

Mentre il prossimo 10 marzo migliaia di esponenti delle 562 tribù sioux ancora esistenti marceranno su Washington (peccato non ci sia Tex Willer a difenderne i diritti) per protestare e bloccare in qualche modo il ripristino dei lavori per la costruzione di due oleodotti, uno dei quali passante su terreni sacri per le tribù, un altro decreto Trump ha ordinato l’inizio della costruzione del muro ai confini del Messico.

Nel recente passato il presidente Obama aveva sospeso temporaneamente i lavori dell’oleodotto e chiesto che l’azienda interessata alla costruzione trattasse con la tribù per individuare un percorso alternativo. Ma sta cambiando il vento e non soltanto negli USA. E mentre in Europa il primo vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans, riguardo il collocamento dei migranti   tuona : ”E’ ingiusto lasciare tutto il peso su Italia e Grecia, devono poter contare sulla solidarietà degli altri paesi UE”, ipotizzando da marzo infrazioni a chi non aiuta i due paesi, l’ONU “chiarisce” che in questa fase i migranti non possono essere rimpatriati in Libia causa le condizioni umanitarie non idonee del paese.

L’Italia allora ha chiesto un sostegno  ai partner ONU con un appello “per uno sforzo comune a sostegno delle autorità libiche nel contrasto alle organizzazioni criminali del traffico di migranti”. Ma che sta succedendo? Che direzione sta prendendo/vorrebbe prendere questa società? Nella sua corsa verso l’Eliseo la leader del FN Le Pen promette di portare la Francia fuori dall’euro e dalla NATO se dovesse essere eletta, affermando: ”Se vinco, referendum su Frexit come ha fatto Londra”, rivolgendo appelli a “tutti  i patrioti francesi di destra e sinistra” e bacchettando l’Unione Europea definendola “senza legittimità, sconnessa dalle aspirazioni dei popoli”.

E mentre l’Europa a due velocità si interroga sul ciclone Le Pen, l’onda del contagio minaccia l’Unione, con le formazioni populiste che attecchiscono a destra e a sinistra tra chi vuole uscire e chi riformare. E con gli euroscettici che cominciano a dilagare soprattutto nel blocco dell’est (ma nessun paese ne è immune) ci si prepara, con molta tensione, al primo test elettorale in Olanda, poi Francia e Germania, con, nel frattempo, il rischio Grexit a preoccupare.

Intanto il presidente della BCE Mario Draghi alza il muro: “L’Euro è irrevocabile, ma funzioni per tutti”. In questo contesto di stabilità precaria, di intolleranza strisciante e di vile propaganda, combattiamo questo neo-oscurantismo con la forza delle idee e con la solidarietà verso chi soffre, soffiando con forza contro quei venti che in passato hanno portato a sfogliare già sui banchi di scuola le più drammatiche pagine della storia dell’umanità.

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