Mini-Bot, i 10 «no» delle imprese alla moneta parallela

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Le prime a non volere i mini-Bot sono le imprese, cioè proprio i creditori della Pa che nell’idea gialloverde rilanciata dalla mozione parlamentare del 28 maggio dovrebbero ricevere i mini-titoli come pagamento delle loro forniture. L’argomento, declinato nelle “10 domande e risposte sui cosiddetti mini-Bot” diffuse dal centro studi Confindustria, pare abbastanza definitivo, anche agli occhi di chi sottovaluta o apprezza la forza contundente anti-euro rappresentata dai mini-titoli.

Ma i due piani sono ovviamente intrecciati, perché i mini-Bot che si concretizzerebbero in una moneta parallela viaggerebbero a forte sconto rispetto alla valuta ufficiale, con una distanza proporzionale al deficit di fiducia che gli ipotetici utilizzatori nutrirebbero per questi pezzi di carta rispetto agli euro veri. Proprio per questo le imprese dicono “no grazie, preferiamo gli euro”.

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