Lasciare casa dei genitori, primi passi: come gestire al meglio il cambiamento

Spread the love

FRANCESCO VALENTE

Prima o poi arriva il momento di lasciare il nido domestico, andando a vivere da soli.  

E, al giorno d’oggi, tale momento potrebbe giungere più tardi del previsto per via della difficoltà nel rendersi indipendenti trovando un lavoro. Nonostante questo, però, il cambiamento in questione rappresenta il sogno di moltissimi giovani.                                Chi ha la possibilità di riuscirci, magari col supporto economico dei propri genitori, deve comunque impegnarsi a fondo, in quanto si tratta di un passo importante che richiede di essere gestito con cura e nei minimi dettagli.

Andare a vivere da soli: informazioni utili

Prima di andare a vivere da soli bisogna calcolare (letteralmente) le conseguenze. L’indipendenza porta con sé delle responsabilità economiche, come la spesa alimentare, i costi delle utenze domestiche e ovviamente la gestione pratica della casa. Chi decide di andare a vivere da solo e non ha ancora esperienza in questo settore, dovrebbe sempre fare attenzione, ad esempio, alla scelta dei vari piani tariffari che vanno ad incidere mensilmente sul proprio budget personale. Emerge infatti la necessità di scegliere delle soluzioni vantaggiose per l’attivazione delle utenze; per farlo al meglio, si può fare riferimento ad alcuni servizi, come quello per il confronto delle tariffe luce e gas, che permette di individuare il piano energetico più adatto per le proprie necessità.

In secondo luogo, è fondamentale organizzare per tempo il trasloco, pensando a tutte le cose indispensabili e alle cose che invece non servono. Questa fase richiede un grande spirito organizzativo, sotto diversi punti di vista. Infine, il fattore economico, quando si affronta un cambiamento di questo spessore, sembra giocare un ruolo importantissimo. Nonostante spesso si dipenda ancora dalle finanze dei propri genitori, bisogna imparare a responsabilizzarsi e a calcolare le spese, così da ottimizzarle per risparmiare.

Pro e contro del vivere da soli

Chi è abituato a vivere in un nucleo familiare, una volta trasferitosi potrebbe accusare la solitudine. Spesso però questa condizione può anche portare dei notevoli vantaggi: stando a quanto dicono gli esperti, infatti, passare più tempo in solitaria stimola la creatività e rende più produttivi, per via delle minori interferenze provenienti da terzi. Dunque, in realtà, chi sceglie di vivere da solo sembra essere meno solo di tante altre persone.

In secondo luogo, la solitudine consente di riflettere sulla propria vita e sulle priorità.      Il tempo viene utilizzato per soddisfare i propri bisogni, le proprie esigenze, e si genera una forte sensazione di indipendenza. Questa, spesso, contribuisce all’aumento della sicurezza in sé stessi. Di contro, è chiaro che non bisogna rintanarsi in casa, ma continuare a coltivare la propria vita sociale; un eccesso di solitudine, infatti, potrebbe portare anche a conseguenze negative e a problematiche di spessore, come la depressione.

Infine, un caso curioso: in Inghilterra il dipartimento per l’educazione eroga lezioni che insegnano ai giovani come andare a vivere da soli. Si tratta senza ombra di dubbio di un servizio molto interessante e utile, ma in tanti si domandano se questo modello sia applicabile anche in Italia. La nostra situazione, infatti, è culturalmente ed economicamente molto diversa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *