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La reazione della UE alle elezioni italiane

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Esultano in Ungheria, Polonia, Svezia e nella Francia di Marine Le Pen. Ma a Bruxelles – scrive Ansa – regna il silenzio. All’Eurocamera Fratelli d’Italia siede con i Conservatori e Riformisti assieme ai polacchi del Pis, al governo, e agli Svedesi Democratici, che hanno appena incassato una exploit alle ultime elezioni. La Lega, invece, sta con i lepenisti del Ressemblement National.

Jordan Bardella, eurodeputato e ‘big’ del partito di Marine Le Pen, è stato tra i primi ad esultare. “Gli italiani hanno dato una lezione di umiltà all’Unione Europea che, per voce della signora Von Der Leyen, ha preteso di imporre loro il voto. Nessuna minaccia di alcun tipo può fermare la democrazia: i popoli europei alzano la testa e prendono in mano il loro destino!”, ha scritto in un tweet. Il riferimento è alle parole della presidente della Commissione da New York, quando giovedì ha spiegato che se in Italia le cose “dovessero andare in una situazione difficile, l’Ue ha gli strumenti” per reagire. Strumenti già usati con Polonia e Ungheria.

Dietro la coltre di silenzio con cui i partiti europeisti e le istituzioni Ue assistono al trionfo del centrodestra c’è infatti soprattutto un timore: che l’Italia faccia asse con Ungheria e Polonia su una serie di temi chiave, a cominciare da quelli legati allo Stato di diritto. L’esultanza del premier polacco Mateusz Morawiecki (“Congratulazioni Giorgia Meloni!”) e il tweet di Balazs Orban, consigliere politico dell’ungherese Viktor Orban, auspicano proprio questo: “Complimenti Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi per le elezioni di oggi! In questi tempi difficili, abbiamo bisogno più che mai di amici che condividano una visione e un approccio comune alle sfide dell’Europa”.

Plaude anche l’ultradestra spagnola di Vox: “Stanotte milioni di europei ripongono le loro speranze sull’Italia. Giorgia Meloni ha indicato la strada per un’Europa orgogliosa, libera e di nazioni sovrane”, ha cinguettato il leader Santiago Abascal. Ma c’è un’altra linea rossa sulla quale Bruxelles non ammetterà deviazioni: il sostegno all’Ucraina, sulla quale tuttavia Meloni ha già dato ampie rassicurazioni. La leader di FdI, a luglio, aveva fatto tappa proprio all’Eurocamera, ribadendo il suo pieno allineamento alle posizioni dell’Occidente.

Ma l’esito del voto italiano, ora, potrebbe cambiare gli equilibri anche a Strasburgo. Il Ppe, ad esempio, a caldo non ha rilasciato commenti. Il suo sostegno a Forza Italia è stato fermo e costante, puntando anche sulle garanzie europeiste e atlantiste fornite dal partito guidato da anni nell’Ue da Antonio Tajani. Ma già nei giorni scorsi, nel Ppe cresceva il timore sul peso che avrà FI all’interno della coalizione. – (INTERRIS.IT)

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