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La poesia salverà il mondo – poesia e terapia

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NUNZIA FASANO

Posso dire che uno dei momenti più significativi della mia vita sia stato quando ho potuto scrivere su dei fogli di carta dei pensieri liberi e non pensati, pensieri che mi piace chiamare poesie che nascono da quella forza interiore sconosciuta per il conscio. Da bambina ricordo il bisogno che avevo di poter scrivere a qualsiasi ora del giorno e della notte e nel tempo,  come questa necessità sia diventata sempre più vitale per la mia conoscenza. Oggi come psicologa, psicoterapeuta che lavora da più di trent’anni, dopo aver sperimentato e modificato vari interventi metodologici, ciò che è sempre rimasta come musica di sottofondo è stata la poesia, la capacità di ricercare quella creatività individuale che permette di sentirsi autentici, di poter avere relazioni il più possibile libere da schematismi massificanti. Nella mia esperienza quotidiana con i pazienti mi sono accorta anche come l’uso della poesia abbia un potere altamente dirompente in quelle fasi in cui la terapia è statica. 

E’ proprio lì che l’inserimento della poesia diventa come un balsamo curativo che scioglie quel blocco, permettendo l’elaborazione degli stadi emozionali traumatici. Con alcuni pazienti ho avuto difficoltà nella ricerca della propria poesia individuale, quello che impediva lo scrivere e lasciarsi andare era collegato ad un evento traumatico da rintracciarsi in varie situazioni istituzionali e le più frequenti, la famiglia, la scuola. Ad esempio, nelle famiglie era evidente un gioco di negazione della sensibilità e delle emotività e tutto doveva essere riportato alla concretezza del fare. Nella scuola l’insegnante decideva che quel bambino non era portato a scrivere, non era capace. Come mai la poesia è così poco letta e chiedendo, invece, alle persone ci si accorge di come molti scrivano e abbiano scritto poesie spesso dimenticate in un cassetto, gettate con l’arrivo dell’adultità? Sembrerebbe quasi che la poesia faccia parte di un mondo altro dove la possibilità di un contatto più profondo, più ampio conduca ad una comunicazione inaccessibile a chi non si lascia accompagnare dalle forze archetipiche individuali e collettive. La poesia è quell’arte che può essere usata da tutti anche dai più poveri, non ha bisogno di arredi fisici particolari, basta essere in possesso di una penna e di un foglio e credo che sentirsi poeta è aprire quel contatto con l’anima che accende le parole, che rilascia fuoriuscire da quella zona sconosciuta connessa all’anima stessa, che racconta della propria unicità, della storia delle ambivalenze e ricerca voci.

Concludo questo scritto, da cui sicuramente seguirà un libro con varie osservazioni, dicendo che leggere e scrivere poesia è un modo per relazionarsi al proprio mondo e con gli altri mondi, riallacciando quei legami, quelle reti che spesso sembrano sopirsi, ingrigirsi, sovrastati dal  rumore, ma che la poesia riaccende come raggi di sole in un giorno di pioggia.

Credo che davvero dovremmo pensare che la poesia è una, come tutte le arti, che può salvare il nostro mondo.

 Dott.ssa Nunzia Fasano psicologa psicoterapeuta

Salita del Poggio Laurentino, 17 Roma

Via G. Marconi, 21 – Ciampino RM

Cell. 3476611972 – nunziafasano@nunziafasano.com

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