Spermatozoo : viaggiatore della speranza

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MANLIO SCHETTINI

Con il rapido cambiamento dei costumi sociali anche il ruolo della funzione sessuale maschile viene oggi visto sotto altri punti di vista: alla fragorosa emancipazione dei costumi femminili fa riscontro un sempre  più problematico aspetto della situazione di coppia e del rapporto uomo/ donna. In questa particolare ottica vanno inquadrati i molteplici problemi relativi all’eiaculazione , funzione complessa e delicata , spesso affetta da patologie sia organiche che psicologiche molto interessanti.

Il sesso dell’embrione viene determinato geneticamente al momento della fecondazione, ma le gonadi assumono le loro caratteristiche alla settima settimana. Lo sviluppo finale dell’apparato sessuale maschile prevede la presenza di organi produttori che sono i testicoli, e di un complesso sistema di canalicoli che servono a convogliare il seme all’esterno. I tubuli testicolari si canalizzano alla pubertà, sotto l’azione della  gonadotropina ipofisaria. Il transito attraverso l’epididimo degli spermatozoi umani avviene in 11/12 giorni ed è agevolato da contrazioni epididimarie spontanee. Nell’epididimo gli spermatozoi acquisiscono la capacità di movimento spontaneo. Inizia così la lunga migrazione del seme lungo la via genitale. Il deferente è un lungo canale di 35/47 cm  la cui porzione testicolare si aggancia alla testa dell’epididimo e la cui parete  è formata da una tunica mucosa , da una muscolare e da  una avventizia : la muscolare deferenziale è ricca di terminazioni adrenergiche che spingono gli spermi in avanti durante l’eiaculazione. Le vescicole seminali non sono un centro di stoccaggio degli spermatozoi, ma concorrono alla fisiologica composizione del liquido seminale: il loro secreto è infatti ricco di  fruttosio, proteine, prostaglandine lipidi, steroli. Così anche la prostata con il suo liquido  a pH acido svolge un’azione importante nei processi di coagulazione-liquefazione del liquido seminale. Alti livelli di acido citrico, ioni particolari come lo zinco e l’antigene prostatico specifico (PSA), proteasi ad azione litica sul coagulo spermatico, ne rappresentano le funzioni fondamentali. Un particolare anatomico di una certa importanza è dato dal fatto che i dotti eiaculatori finiscono in un tubulo senza lamina muscolare: ciò significa che il dotto eiaculatore non ha funzione peristaltica e che questa è assicurata dalla contrazione delle vescicole seminali. Ulteriore ricordo meritano le ghiandole bulbouretrali del Cowper e del Littrè  che producono un muco appiccicoso e alcalino che ha funzione lubrificante e  neutralizzante il pH acido dell’uretra e della vagina. Sono stimolate alla secrezione nella fase eccitatoria (Fase 1 ) da fibre provenienti dal plesso pelvico.

 Il controllo nervoso dell’eiaculazione è situato a livello della corteccia frontale e del lobo limbico di Broca. Su queste aree convergono stimoli di varia natura comprendenti sensazioni visive, olfattive e tattili elaborati nella zona del talamo. Tali aree sono collegate alla periferia mediante la formazione reticolare ponto-mesencefalica la quale esercita una funzione di filtro tra stimoli centrali e periferici. Da essa prendono origine le fibre reticolo-spinali che decorrono nei cordoni laterali del midollo ed entrano in sinapsi con le fibre efferenti a livello di T12-L2  e S2-S4.

Gli impulsi afferenti si portano al midollo lungo i nervi pelvici e pudendi , giungendo attraverso i fasci spinotalamici alla formazione reticolare ed alla corteccia. La via motrice efferente viaggia nei cordoni laterali vicino al fascio piramidale. La via sensitiva ascendente viaggia  nei fasci posteriori spino-talamici.

L’intero processo eiaculatorio può essere suddiviso in tre distinte fasi, ciascuna con un controllo nervoso ben definito : preparazione, emissione, eiaculazione. La prima fase di preparazione è caratterizzata da una netta prevalenza dell’azione parasimpatica con incremento secretivo della ghiandole accessorie  genitali: si produce un secreto vischioso  che lubrifica l’uretra e prepara le successive fasi del fenomeno. La fase successiva è quella dell’emissione: è innescata dall’inversione funzionale tra parasimpatico e simpatico con netta prevalenza di quest’ultimo. Si assiste alla progressiva accelerazione del transito lungo il deferente degli spermatozoi ed a una serie di potenti e coordinate contrazioni peristaltiche della muscolatura liscia dei deferenti, delle ampolle deferenziali, delle vescicole seminali  della prostata. Si verifica la chiusura antireflusso del collo vescicale e l’accumulo nella camera uretrale del liquido di eiaculazione con il raggiungimento di una pressione fra 29 /45 cm. d’acqua. La fase finale dell’eiaculazione è caratterizzata da ritmiche e ben coordinate contrazioni dei muscoli bulbo-cavernosi ,ischiocavernosi e del pavimento pelvico cui corrisponde un rilassamento coordinato dello sfintere uretrale distale il tutto sotto il controllo dei neuroni somatomotori le cui fibre decorrono lungo i nervi pudendi ed hanno il loro centro riflesso nel parasimpatico sacrale S2/S4.  A livello centrale la trasmissione dell’impulso nervoso da un neurone all’altro è mediata da diversi neurotrasmettitori: Acetilcolina, Serotonina, Dopamina, Noradrenalina, Istamina , Glicina, Alfa Gluttammato , Alfa-gamma Butirrico, VIP .Inoltre, a livello centrale sono da considerare  i neurormoni che, prodotti dalle cellule nervose, possono agire sulle vie effettrici : Gn-RH , ACTH , Ossitocina,  Vasopressina. A livello centrale  la serotonina inibisce il comportamento sessuale e ritarda l’eiaculazione , contrariamente alla dopamina che la accelera. Sostanze come la Metoclopramide, i neurolettici gli oppioidi hanno azione antidopamina. A livello periferico il sistema neuro-recettoriale prevalente è quello alfa-adrenergico, alfa 2 presinaptico ed alfa 1 post sinaptico. Il bocco dei recettori alfa 2 favorisce l’eiaculazione; quello dei recettori alfa 1 la inibisce bloccando la contrazione della muscolatura liscia delle vie seminali. Il blocco del sistema colinergico inibisce la fase 1 e rallenta la 3.

E’ evidente come una funzione così complessa e delicata possa facilmente presentare delle problematiche cliniche legate a patologie congenite ed acquisite dei vari organi considerati , ma anche a problematiche di tipo psicologico/comportamentale che alterano o distorcono il complesso equilibrio della funzione.

Infatti l’eiaculazione precoce è una delle più comuni disfunzioni sessuali maschili, ma anche una delle più complesse da definire sebbene il termine stesso sia facilmente interpretabile. Secondo Frank  su 100 coppie bianche felicemente sposate il 36% dei maschi riferiva un’eiaculazione troppo veloce. Oggi che la centralità del piacere ha assunto un  ruolo ancora più importante non è del tutto arbitrario affermare che il 25 – 40 % della popolazione maschile ne soffra. Kinsey in un’indagine su 8000 uomini riportò che il tempo  medio tra l’introduzione vaginale e l’eiaculazione era di 1 – 1.5 minuti.

Già la definizione del problema  è quanto mai difficile e complessa e , comunque, non adatta ad una precisa identificazione dello stesso :

  • Incapacità dell’uomo ad inibire l’ eiaculazione abbastanza a lungo per consentire un orgasmo della partner nel 50%  (Master & Johnson )
  • Assenza di controllo volontario dell’eiaculazione ( Kaplan )
  • Persistente o ricorrente eiaculazione con minima stimolazione sessuale prima, durante o subito dopo la penetrazione o comunque prima che la persona lo desideri ( DSM )

Secondo la Kaplan la stimolazione sessuale fisica e mentale conduce progressivamente ad uno stato di eccitazione che raggiunge un “plateau” a cui segue l’eiaculazione. Il precoce eiacula involontariamente ed immediatamente appena raggiunge tale “plateau”, mentre l’eiaculatore non precoce è in grado di rimanere in tale stato per un certo periodo di tempo. La Kaplan ha suddiviso l’entità del disturbo in

  • Grave eiaculazione ante portam, oppure entro 15” o 3 spinte coitali
  • Media entro 15  –  30” o 8 spinte coitali
  • Lieve entro 1  –  2’ o 10 spinte coitali

In base all’epoca di insorgenza l’eiaculazione precoce si considera primaria quando il problema si manifesta sin dai primi rapporti sessuali; secondaria quando interviene dopo un certo periodo di normalità.

Il trattamento di queste condizioni patologiche è molto complesso : spesso è necessario agire sul vissuto e sui comportamenti dei pazienti per minimizzare al massimo l’ansia di prestazione che determina un grave handicap in ogni comportamento sessuale .

Dal punto di vista organico è necessario eliminare ogni possibile causa di stress anotomo/funzionale durante il rapporto : fimosi, frenulo breve, prostatite. Servirà anche  un atteggiamento sessuale che privilegi alcune posizioni di particolare rilassamento  del distretto pelvi-perineale maschile. Recentemente importanti risultati si stanno ottenendo con l’applicazione periodica di campi elettromagnetici nel distretto pelvi-perineale maschile, a scopo di modulare le risposte muscolari in questa zona. Aiutano i farmaci : gli inibitori delle  5 Fosfodiesterasi perché migliorano le performances erettili e possono vincere l’ansia da prestazione; gli alfa litici che riducono e rallentano la propulsione perineale del seme, ma, soprattutto gli inibitori delle serotonina, farmaci generalmente utilizzati come antidepressivi che, inibendo la ricaptazione della serotonina ne potenziano l’azione a livello del Sistema Nervoso Centrale , ritardando l’eiaculazione.

Fondamentale è però l’approccio clinico e di counseling con il paziente e la sua partner: si tratta , come visto, di un problema di grande complessità , in cui solo una visione totale , olistica, dello stesso, potrà indurre al successo.

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