Il consulente del lavoro risponde

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FRANCESCA MARTELLA

Sono titolare di un’azienda. Vorrei avere dei consigli su come posso assumere un lavoratore ad una forma contrattuale flessibile e con il contenimento dei costi.

L’esigenza del contenimento dei costi del lavoro, appare oggi strumento  imprescindibile dal fare Impresa, anche se in determinate circostante lo stesso Imprenditore, può decidere di sostenerlo in misura più corposa, rispetto alla specifica programmazione finanziaria,  se interessato ad una competenza skillata e performante. 
Riprendendo quindi il nostro concetto di costo del lavoro sostenibile, il cui valore è direttamente proporzionale alle mansioni ed alla formazione della risorsa,  si può iniziare con un tirocinio formativo di inserimento/reinserimento lavorativo  per una durata massima 6 mesi. Lo stesso potrà essere attivato anche attraverso percorsi di politiche attive del lavoro con un rientro in capo al soggetto ospitante (specie di datore di lavoro) di una buona parte dell’indennità di partecipazione (ex rimborso spese) erogata allo stesso tirocinante. Non essendo un rapporto lavorativo, su di esso non matura alcun rateo aggiuntivo, non si versano contributi e consente all’Imprenditore di valutare se la medesima risorsa potrà essere adeguata alle esigenze aziendali anche in termini di Soft Skills.  Continuando con  la crescita professionale della nostra risorsa sempre in regime di contrazione del costo del lavoro, si può ritenere opportuno attivare l’apprendistato professionalizzante sul quale,  essendo un rapporto di lavoro a causa mista (lavoro e formazione),  vige l’obbligo tassativo di ricevere formazione interna (attraverso il proprio datore di lavoro) ed esterna (attraverso Enti Regionali). La sua durata normale è di 3 anni (salvo diverse disposizioni della contrattazione collettiva), l’onere contributivo è molto contenuto e permette alla medesima Azienda (o al medesimo lavoratore)  di recedere dal contratto in modalità acasuale al termine del periodo formativo. 
Qualora invece il datore di lavoro mostrasse tutto l’interesse a stabilizzare la risorsa al suo interno, lo stesso contratto potrà essere trasformato a tempo indeterminato. Questa tipologia che chiaramente sopporta dei costi più elevati, da una parte concede al lavoratore la possibilità di godere di una serenità economica (stante la presenza di tutte le condizioni favorevoli)  e dall’altra all’Impresa,  di investire e beneficiare delle capacità oramai acquisite dello stesso  lavoratore. 
Da attenzionare che l’elaborazione del costo del lavoro può prevedere, anche una serie di interventi volti a ridurne l’entità, inserendo elementi paga più favorevoli. Tra gli interventi possiamo annoverare misure di welfare aziendale, fringe benefits (concessione di auto, alloggi, stock option) che rappresentano retribuzioni in natura o altre indennità contributivamente e fiscalmente molto vantaggiose. 
Oltre a queste agevolazioni, lo Stato attraverso delle norme ben definite, concede la possibilità alle Aziende – stante la presenza di tutti i requisiti necessari – di accedere a delle formule vantaggiose in termini di decontribuzione che sono anche subordinate all’età anagrafica dello stesso lavoratore. Mentre al livello Regionale, anche il Lazio offre l’opportunità alle Imprese di godere di  una serie di incentivi che vengono riconosciuti in caso di nuove assunzioni atte ad incrementare la forza lavoro.
Aggiungo che all’interno del nostro studio il supporto e la sinergia anche con il Commercialista permette di fare squadra per trovare le misure più adatte e calcolare al meglio tali costi che l’azienda potrà sostenere in termini di fattibilità.  

Quando si tratta di piccole aziende si può iniziare con un tirocinio senza costi per 6 mesi. Questo permette anche di capire se la risorsa possa essere giusta per le esigenze aziendali. L’apprendistato, invece, dura 3 anni con l’applicazione di un’aliquota contenuta e consente all’azienda di avere una flessibilità in uscita. Si arriva poi, al contratto a tempo indeterminato che, comunque, richiede sempre un comportamento diligente da parte del lavoratore, senza per esempio abusare di malattie strategiche,altrimenti si può rischiare il licenziamento. E’ una scelta che porta benefici in quanto si stabilizza il rapporto e pur avendo dei costi, le capacità del lavoratore sono rivolte ad uno sviluppo produttivo nel tempo. Sostengo anche le grandi aziende, per un calcolo tecnico ed una simulazione dei costi. Valuto se ci possano essere elementi esenti che riducono il costo senza diminuire il netto del lavoratore e calcolo la RAL (Reddito annuo lordo). Il dipendente può essere beneficiario di strumentazioni finalizzate all’attività (come iphone, tablet…) o di fringe benefits come auto, alloggi o  stock option (pacchetti azionari) che possono essere inseriti in busta paga perché considerati retribuzione in natura. Ci sono poi gli incentivi della Regione Lazio che vengono dati all’azienda tramite un bonus assunzione fino ad 8000 euro, una tantum come effetto premiante.All’interno del nostro studio il supporto e la sinergia anche con il commercialista permette di fare squadra per trovare le misure più adatte e calcolare al meglio i costi che l’azienda può sostenere in termini di fattibilità.

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2 pensieri riguardo “Il consulente del lavoro risponde

  • 14 Giugno 2020 in 12:57
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    Buongiorno,
    vorrei sapere se ci sono i presupposti affinché mi si venga riconosciuta una “indennità di trasferta” o diventi ” trasfertista abituale” ” diaria ” o similari.
    Ho un CCNL Commercio, Terziario e Servizi, sono impiegato tecnico di 3° livello e faccio il supervisore nei vari cantieri clienti. Da quasi 3 anni lo svolgo nella mia città di residenza (dista dalla sede da contratto 40 Km) senza mai aver chiesto nulla di più. A breve il lavoro terminerà nella mia Città e mi hanno comunicato che farò su e giù (sempre con auto aziendale) in una nuova Città a 70 Km dalla mia e 108 Km dalla sede da contratto. Difficilmente tornerò a lavorare nella mia città, andrò in giro nella regione.
    Certo di un vostro riscontro, vi ringrazio anticipatamente.

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  • 14 Agosto 2020 in 16:44
    Permalink

    Buongiorno
    Sono stato assunto presso un’azienda con un contratto da impiegato in sostituzione di un operaio in distacco sindacale. La cosa è legale??? Altra cosa io in quest’azienda avevo già lavorato l’anno scorso con un altra mansione e altra forma di contratto. La domanda è la seguente i periodi lavorativi si possono sommare oppure no per il raggiungimento dei 24 mesi così come previsto dal decreto dignità?? Grazie mille Lorenzo

    Rispondi

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