Lazio: una Storia per cuori forti…

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DINO NEANDRI

Domenica 31 marzo 2019, ore 22,30 circa, finisce Inter – Lazio (0 – 1) e si pensa che il pass per la Champions League sia cosa fatta. Si perché si dà un’occhiata al calendario che dice Spal, Sassuolo, Chievo in rapida successione e si pronosticano 7/9 punti. E ci starebbe. Ma qui entra in ballo la storia della Lazio, il masochismo, la normalità e il razionale che non fanno parte del suo DNA, la mancanza di personalità nel gestire le pressioni, i valori tecnici che stentano a raggiungere solidi equilibri. E allora Spal, Sassuolo, Chievo: un punto. Si, un punto. Con i veneti che vincono all’Olimpico da retrocessi e con attacchi isterici di pseudo-campioni che si fanno espellere e buttano alle ortiche una stagione e milioni di euro per la società, pregiudicandone e limitandone il futuro ed il blasone a colpi di suola e tacchi (e calci nel sedere), e che si specchiano con la mente probabilmente già rivolta alla Liga e/o alla Premier. Poi, subito dopo e sempre da fanta-Lazio, altri colpi di scena: subissati da critiche di ogni genere, si va a vincere a Milano (sponda Milan) e si conquista la finale di Coppa Italia surclassando i rossoneri. Il tutto bissato da un’ulteriore vittoria in casa della Sampdoria in perfetto stile Lazio. Dopo essere andati in vantaggio (0-2), Samp in 10 e preso un palo con Romulo, ecco la nuova puntata del sequel Hitchcock. Gol dei blucerchiati (1-2), loro palo, traversa-riga di Immobile (no-goal e suo nono palo), infine, loro sbagliano nel finale un goal a porta vuota. Questa partita ha rappresentato in 90 minuti la metafora della storia della Lazio. Tutto è possibile nel bene e nel male. Non ci si annoia sicuramente. Squadra e società non consigliate ai cardiopatici. Comunque, per non farsi mancare nulla, ora nuovo appuntamento il 15 maggio per la finale di Coppa Italia con l’Atalanta, realtà consolidata del nostro calcio. Tutto è possibile, ma la Lazio c’è. Con il cuore, l’adrenalina e la spinta dei suoi tifosi e con  la sua insana, splendida follia a fare da cornice. No, seguendo il volo delle aquile non ci si annoia…

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