ambienteAttualità

La crisi idrica dei Castelli e il termovalorizzatore: un equilibrio ambientale in bilico

Spread the love

Santa Palomba, si trova al centro di una complessa questione ambientale che intreccia la gestione dei rifiuti con la drammatica crisi idrica dei Castelli Romani. Il nuovo impianto, la cui entrata in funzione è prevista per metà 2027, richiederà un consumo annuo di 85.000 metri cubi d’acqua, in un territorio già fortemente provato da problemi idrici.

Il Lago Albano, simbolo dei Castelli Romani, ha subito un abbassamento record di 6,5 metri, alterando irrimediabilmente il paesaggio storico della zona. Il progetto prevede 5 fonti di approvvigionamento idrico, tra cui il recupero dell’acqua piovana, il riutilizzo delle acque di condensazione e lo sfruttamento di due nuovi pozzi. Tuttavia, una legge regionale del 2009 vieterebbe la realizzazione di nuovi pozzi in quella zona, sollevando interrogativi sulla fattibilità del progetto.

L’ecologo Roberto Salustri, portavoce del Coordinamento Natura e Territorio dei Castelli Romani, ha espresso forte preoccupazione: “L’inceneritore avrà conseguenze inevitabili, sorgendo sopra la falda acquifera. Il prelievo dai nuovi pozzi si aggiungerà ai consumi esistenti, aggravando una situazione già critica. “La zona interessata presenta ulteriori criticità: diverse aziende agricole biologiche temono di perdere le certificazioni, mentre i residenti locali, già privi di acqua potabile, si trovano a distanze che per legge dovrebbero escludere impianti di smaltimento rifiuti. La sostenibilità ambientale e la preservazione delle risorse idriche rappresentano nodi cruciali che richiedono un’attenta valutazione e possibili ripensamenti del progetto. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *