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Rigenerazione, energia, comunità – patrimni costruito, transizine energetica e nuovi modelli territoriali

NICOLA BASILE

Si è svolto un importante momento di confronto interdisciplinare dedicato al caso Roccaruja, con particolare attenzione al rapporto tra progettazione architettonica, sistemi energetici integrati e sicurezza antincendio alla scala urbana.

Il confronto ha rappresentato un’opportunità per ribadire un principio fondamentale: la sicurezza non è un elemento da aggiungere al progetto in una fase successiva, ma un requisito da integrare fin dall’inizio, attraverso una visione interdisciplinare e una progettazione consapevole. Solo attraverso il dialogo tra architettura, ingegneria, pianificazione urbana e sicurezza è possibile affrontare le sfide della transizione energetica con soluzioni innovative, sostenibili e resilienti.Sistemi energetici integrati e sicurezza antincendio alla scala urbana Il caso Roccaruja Buongiorno a tutti.

Intervento di Nicola Basile

Desidero innanzitutto ringraziare il Prof. Arch. Mario Arcidiacono, la Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma e tutti coloro che hanno promosso questa importante occasione di confronto interdisciplinare sul caso Roccaruja. Il tema del mio intervento riguarda i sistemi energetici integrati e la sicurezza antincendio alla scala urbana. Vorrei partire da un principio fondamentale: La sicurezza non si aggiunge al progetto alla fine. Deve essere parte integrante del progetto fin dall’inizio. La transizione energetica sta trasformando le nostre città. Gli edifici non sono più soltanto consumatori di energia, ma diventano produttori, sistemi di accumulo e nodi di reti sempre più interconnesse. Fotovoltaico, batterie, comunità energetiche e mobilità elettrica offrono grandi opportunità per la decarbonizzazione. Ma l’innovazione deve essere accompagnata dalla conoscenza dei rischi e dalla capacità di prevenirli. Pensiamo agli impianti fotovoltaici, che possono mantenere componenti elettriche in tensione anche dopo l’interruzione dell’alimentazione, o ai sistemi di accumulo, nei quali il thermal runaway può provocare un rapido aumento della temperatura e la propagazione dell’incendio. Servono quindi sistemi di rilevamento adeguati, possibilità di isolamento, informazioni aggiornate e condizioni che consentano ai soccorritori di intervenire in sicurezza. Ma il problema va oltre la singola tecnologia. La vera sfida è garantire la sicurezza del sistema urbano nel suo insieme. Un impianto può essere efficiente, ma ostacolare l’accesso dei mezzi di soccorso. Un sistema digitale può migliorare il monitoraggio, ma perdere efficacia quando vengono meno elettricità o comunicazioni. Una rete può funzionare regolarmente e diventare vulnerabile quando una sua componente si interrompe. Dobbiamo quindi chiederci non soltanto se un sistema funziona, ma anche come reagisce quando qualcosa non funziona. È in questa prospettiva che si inserisce il caso Roccaruja. Roccaruja: un laboratorio di integrazione. Il valore di un Living Lab consiste nella possibilità di mettere in relazione innovazione energetica, gestione digitale e sicurezza antincendio, superando la frammentazione tra discipline.

Non basta sperimentare nuove tecnologie: occorre verificare come interagiscono, quali vulnerabilità possono generare e come si comportano nelle condizioni di emergenza. L’obiettivo è trasformare la sperimentazione in conoscenza, attraverso l’analisi dei rischi, la verifica delle soluzioni e la documentazione dei risultati. Per la Sardegna, questo approccio significa valorizzare l’innovazione energetica salvaguardando la continuità dei servizi essenziali e la protezione delle persone. In questo percorso, il contributo dei Vigili del Fuoco è fondamentale. La loro esperienza nella prevenzione incendi e nella gestione delle emergenze può orientare le scelte architettoniche, impiantistiche e urbanistiche fin dalle prime fasi della progettazione. Prevenire significa intervenire prima che una vulnerabilità si trasformi in emergenza. Integrare. Prevedere. Resilire. Vorrei concludere con tre parole. Integrare, significa progettare insieme energia, architettura, urbanistica e sicurezza. Prevedere, significa considerare non soltanto il funzionamento ordinario, ma anche guasti, interruzioni e scenari di emergenza. Resilire, significa proteggere le persone, contenere gli effetti degli eventi critici e garantire la continuità delle funzioni essenziali della città. La transizione energetica sarà davvero sostenibile quando saprà coniugare decarbonizzazione, innovazione e sicurezza. Perché una città sostenibile non è soltanto una città che consuma meno energia, ma una città capace di affrontare le criticità senza mettere a rischio le persone e i servizi essenziali. Desidero ringraziare nuovamente il Prof. Arch. Mario Arcidiacono, la Facoltà di Architettura della Sapienza e tutti i presenti. La collaborazione tra università, progettisti, amministrazioni, gestori energetici e Vigili del Fuoco è essenziale per trasformare l’innovazione in soluzioni affidabili, sicure e resilienti. La sfida non è soltanto costruire città che consumino meno energia. È costruire città che sappiano innovare, prevenire e resistere. Vi ringrazio per

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