Funzionario dei Vigili del Fuoco di Grosseto terzo classificato a concorso nazionale di poesia

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“Non rimasero che nude ceppaie vitrei vagiti, echi di fuliggine e patine di brina. Con impeto sinistro e gelido si insinuò Moira”. Inizia con questi versi la poesia dal titolo “Ascoltando “Le nozze di Figaro” K 492 – finale atto II” terza classificata alla decima edizione del premio nazionale di poesia “Diana Nemorensis” che ha visto il suo atto conclusivo nella sala Minerva del palazzo Ruspoli di Nemi, in provincia di Roma.

Autore di questi versi, salernitano di nascita, ma grossetano di adozione dove vive e lavora da tanti anni, Luigi Di Carluccio. Con “Ascoltando le Nozze di Figaro” l’autore ha voluto dare una versione metaforica della celebre aria mozartiana, esempio di satira sociale e ha dato la sua interpretazione del finale del II atto delle Nozze di Figaro, opera di Mozart su libretto di Lorenzo da Ponte, tratto dalla commedia di Beumarchais intitolata “La giornata folle”.

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